Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Report, nocciole e fitofarmaci. La reazione di produttori, amministrazioni e Ferrero dopo l'inchiesta | Video

  • a
  • a
  • a

Un'inchiesta che era stata preceduta da una striscia di polemiche dopo le anticipazioni diffuse nei giorni precedenti e che è destinata a far discutere. E' andata in onda lunedì sera 15 novembre su Rai 3 la puntata di Report dedicata alle coltivazioni intensive di nocciole nella Tuscia. Bernardo Iovene ha intervistato amministratori (i sindaci di Nepi, Gallese, Ronciglione e l'ex primo cittadino di Caprarola), produttori (l'Assofrutti più alcuni agricoltori che hanno scelto il biologico) nonché Antonella Litta, dei medici dell'ambiente che ha ribadito i problemi per la salute legati all'utilizzo dei fitofarmaci. "Nella zona, il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio segnala un rischio maggiore di patologie tumorali e l’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato nel lago di Vico livelli di composti inorganici di fosforo usato nei fertilizzanti", hanno detto i giornalisti di Report (clicca qui per vedere l'intera puntata).

 

NELLE NOCCIOLE LA DIFFERENZA LA FA LA CIMICE

Basta una nocciola cimiciata e anche il sapore di un dolce può rimetterci. Per i produttori di nocciole la vera battaglia è con la cimice perché è il livello di cimiciato che stabilisce il prezzo della nocciola: più ce ne sono, meno ti pagano. #report

Pubblicato da Report su Lunedì 15 novembre 2021

 

L'inchiesta ha affrontato le criticità legate alla monocoltura delle nocciole in alcune zone della Tuscia. "Nella zona del viterbese tra Nepi e il lago di Vico il 90 per cento del patrimonio arboreo è costituito da nocciole, è il serbatoio italiano dei produttori di nocciolato spalmabile; ormai è una monocoltura, a scapito della biodiversità", è stato detto durante la trasmissione. Alcuni sindaci - come Franco Vita di Nepi . hanno emanato ordinanze di divieto di glifosato e altri fitofarmaci, imponendo nelle zone più a rischio l’agricoltura biologica. Sono entrati così in conflitto con i produttori che hanno fatto ricorso. Nella puntata si fa riferimento ad alcune coltivazioni, ancora recenti e che non danno ancora frutti, nella zona intorno al lago di Bolsena.

 

I NOCCIOLETI HANNO TRASFORMATO IL PAESAGGIO

Zone dove c'erano olivi, vigneti, mais, prati, pascoli. Poi piano piano, negli ultimi venti anni, c'è stata questa invasione delle nocciole #report

Pubblicato da Report su Lunedì 15 novembre 2021

 

Un'inchiesta che ha scatenato delle reazioni. Quella di alcuni produttori - che avevano accusato Report di "offendere la Tuscia - oppure quella del Comune di Vignanello che ha pubblicato un post alla vigilia della messa in onda: "L' Amministrazione comunale di Vignanello ha appreso dai media, come tutti, del trailer della trasmissione Report, il cui intento probabilmente era quello di denunciare i pericoli della monocoltura e dell'uso eccessivo dei pesticidi. Ciò che invece abbiamo visto peró è una bellissima panoramica del nostro comune e il nome di Vignanello associato a: veleni, rivoli di fossi asciutti, atomizzatori che spruzzano sostanze 'a go go' e gente che entra nelle auto con maschere a gas; immagini forti ma assolutamente non connesse o riferibili al nostro comune. Abbiamo tutti inoltre visto un presunto taglio dell'ultimo vigneto di Vignanello e... non è così...inoltre non sfugge l'enfasi sulle parole pronunciate senza malizia da un nostro concittadino, citate in modo del tutto arbitrario e strumentale in questi giorni e che hanno sortito il solo effetto di mettere in ridicolo l'identitá stessa del nostro paese". Il riferimento è alla battuta scambiata da Bernardo Iovene con due agricoltori del posto - andata in onda - con la quale Vignanello viene ribattezzato Nocchiarello. Il Comune in chiusura del post non esclude azioni legali. C'è stata anche una reazione da parte di Ferrero  il colosso della Nutella più volte tirato in ballo durante il servizio perché  prende una parte delle nocciole proprio nella Tuscia. L'azienda ha inviato una lettera  (leggi qui)alla redazione di Report (leggi qui) che è stata letta in parte da Sigifrido Ranucci e nella quale, tra le altre cose, si sostiene: "L'Italia ha una lunga e consolidata tradizione agricola e offre condizioni climatiche favorevoli alla coltivazione delle nocciole. La coltivazione della nocciola in Italia è limitata allo 0,7 per cento (circa 90.000 ettari) della superficie totale di tutta la superficie coltivata (che è di 12.800.000 ettari). Tradizionalmente, le principali aree di coltivazione del nocciolo in Italia sono Viterbo (Lazio) con 23.600 ettari, Cuneo/Asti (Piemonte) con 20.935 ettari e Napoli/Avellino (Campania) con 14.322 ettari. Le nocciole sono una coltura perenne, il che significa che, rispetto alle colture annuali, è più efficiente, ad esempio, nel prevenire l'erosione del suolo. Come tutti gli alberi, i noccioli hanno un potenziale di sequestro di CO2. Secondo un recente studio dell'Università di Pavia, i noccioleti, solo nel Lazio e in Campania, hanno il potenziale per catturare fino a 2,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all'anno. Inoltre la coltivazione del nocciolo richiede mediamente da 3 a 5 trattamenti annuali rispetto ad altre colture arboree quali ad esempio la vite (15 – 20 annui) o altra frutta tipo Kiwi (10 -15 annui)".

 

 

... ! ... ...? L' Amminisrrazione comunale di Vignanello ha...

Pubblicato da Amministrazione Comune di Vignanello su Lunedì 15 novembre 2021