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Report, nocciole e fitofarmaci. Acqua inquinata, fossi prosciugati e tumori. L'inchiesta è un caso | VIDEO

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Un'inchiesta che già prima di andare in onda era diventata un caso e che farà discutere. La puntata di Report su Rai 3 di lunedì 15 novembre si è occupata dello scottante tema della diffusione massiccia dei noccioleti in buona parte della provincia di Viterbo legata all'utilizzo, sempre in forma massiccia, di fitofarmaci per garantire delle nocciole con il minor numero di cimici e dunque pagate meglio. 

 

I NOCCIOLETI HANNO TRASFORMATO IL PAESAGGIO

Zone dove c'erano olivi, vigneti, mais, prati, pascoli. Poi piano piano, negli ultimi venti anni, c'è stata questa invasione delle nocciole #report

Pubblicato da Report su Lunedì 15 novembre 2021

 

La puntata è iniziata con l'intervista a un coltivatore di Vignanello che ha estirpato la vigna per fare spazio al noccioleto che è molto più redditizio. "Quando ho tagliato le viti ho pianto", ha detto a Bernardo Iovene che ha curato l'inchiesta l'agricoltore Cesare Lelli che un tempo aveva 5 ettari di vigna: "Adesso è stato trasformato a noccioleto con mio dispiacere”. Poi sono stati intervistati i sindaci di Gallese e Nepi, Danilo Piersanti e Franco Vita. Piersanti ha fotografato il problema: "Prima c'erano olivi, vigneti, mais, prati, pascoli. Negli ultimi 20 anni c'è stata l'invasione delle nocciole". Solo che i noccioleti hanno bisogno di grandi quantità d'acqua e, come è stato mostrato durante l'inchiesta, questo sta creando grossi problemi ai corsi d'acqua minori. Come le cascate dei frati che la scorsa estate erano prosciugate. L'inchiesta di Report è poi proseguita sul Lago di Vico con le interviste all'ex sindaco di Caprarola Eugenio Stelliferi e a quello di Ronciglione Mario Mengoni. Li il problema è l'acqua del Lago che alimenta gli acquedotti e che, stando ai documenti mostrati da Report della Asl, non è potabile per la presenza di fosfati e di un'alga tossica. E' stata intervista anche la dottoressa Antonella Litta dei medici per l'ambiente che ha ribadito come l'abuso di fitofarmaci sta causando problemi alla salute con un aumento di tumori, soprattutto melanomi che è stato ormai osservato da diversi anni.

 

 

NELLE NOCCIOLE LA DIFFERENZA LA FA LA CIMICE

Basta una nocciola cimiciata e anche il sapore di un dolce può rimetterci. Per i produttori di nocciole la vera battaglia è con la cimice perché è il livello di cimiciato che stabilisce il prezzo della nocciola: più ce ne sono, meno ti pagano. #report

Pubblicato da Report su Lunedì 15 novembre 2021

 

Report ha ascoltato anche i produttori, Assofrutti in particolare che è la cooperativa che raccoglie la gran parte dei raccolti. Il presidente Pompeo Mascagna ha parlato del problema della cimice: "Le nocciole cimiciate sono quelle danno il sapore amaro. Il prezzo viene calcolato proprio in base alla percentuale di nocciole con la cimice. Con l'agricoltura biologica sarebbe impossibile ottenere i risultati che danno redditività". In ogni caso Report ha ascoltato anche un  produttore, Ovidio Lucciano, che invece ha bandito i fitofarmaci e produce nocciole biologiche che, alla prova fatta davanti alle telecamere, per la stragrande maggioranza non cimiciate. Un'inchiesta si diceva destinata a far discutere. Già prima della messa in onda diversi produttori avevano criticato il taglio che emergenza dalle anticipazioni. L'amministrazione comunale di Vignanello, con un post su Facebook, ha annunciato che sta valutando azioni legali. Per quanto riguarda Ferrero - che è l'azienda alla quale alla fine sono destinate buona parte delle nocciole prodotte dalla Tuscia - ha inviato alla redazione di Report una nota (leggi qui) che è stata letta in parte dal conduttore Sigifrido Ranucci al termine dell'inchiesta e nella quale, tra le altre cose sostiene: "L'Italia ha una lunga e consolidata tradizione agricola e offre condizioni climatiche favorevoli alla coltivazione delle nocciole. La coltivazione della nocciola in Italia è limitata allo 0,7 per cento (circa 90.000 ettari) della superficie totale di tutta la superficie coltivata (che è di 12.800.000 ettari). Tradizionalmente, le principali aree di coltivazione del nocciolo in Italia sono Viterbo (Lazio) con 23.600 ettari, Cuneo/Asti (Piemonte) con 20.935 ettari e Napoli/Avellino (Campania) con 14.322 ettari. Le nocciole sono una coltura perenne, il che significa che, rispetto alle colture annuali, è più efficiente, ad esempio, nel prevenire l'erosione del suolo".