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Viterbo, Forza Italia spaccata. Arena trema

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Variazioni al bilancio oggi in Consiglio comunale. Il voto, se l’assessore Alessandrini non si presenterà in aula con le coperture che servono per esaudire le richieste di Fondazione e Galati, è a rischio. Ma a gravare come una spada di Damocle sull’amministrazione Arena sono soprattutto le elezioni provinciali (20 dicembre), sulle quali si sta consumando un violento scontro in Forza Italia, tanto che, per tentare di riportare la calma, è previsto domani l’arrivo del sottosegretario Battistoni. Da una parte, c’è la posizione ufficiale del partito: lista unica di centrodestra (sulla carta già vittoriosa) con candidato presidente il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi, su cui sono d’accordo Lega e Fratelli d’Italia; dall’altra c’è invece la lista trasversale, con la sinistra del Pd e il M5S, perorata dal sindaco di Bassano in Teverina, Alessandro Romoli, che vanterebbe, tra gli azzurri, anche il sostegno di Giulio Marini. Si ha notizia di alcuni incontri già tenuti da Romoli con gli amministratori forzisti, invitati ad aderire al progetto in virtù di un patto di ferro con la Regione (Panunzi), dalla quale, come si sa, dipende gran parte dei fondi che arrivano agli enti locali. Quella prospettata dal sindaco bassanese, in spregio alle dinamiche della coalizione di centrodestra, sarebbe inoltre un’alleanza destinata a portare vantaggi anche alle prossime tornate elettorali, laddove Forza Italia potrebbe in questo modo ambire anche a far eleggere un consigliere regionale e un altro parlamentare.

Ma le cose stanno davvero così? Posto che Romoli è alla ricerca di una collocazione personale in vista della scadenza del terzo mandato da sindaco, il ragionamento non fila a nessuno, come ad esempio il coordinatore provinciale azzurro, Andrea Di Sorte. Primo perché, a fronte del grande tradimento, Fratelli d’Italia e Lega potrebbero far venir giù l’amministrazione comunale del capoluogo. Secondo perché la Regione di Zingaretti ha ormai una vita molto breve, un anno o giù di lì, sicché i vantaggi prospettati da Romoli (e Panunzi) per i Comuni guidati da Forza Italia si ridurrebbero a un po’ di spiccioli da portare a casa nei prossimi pochi mesi che restano. E terzo perché, al più tardi tra poco più di un anno, se la Pisana passerà al centrodestra (come tutto lascia presagire) con l’unica certezza di elezione di un consigliere di FdI, gli azzurri che hanno fatto il salto della quaglia potrebbero pagar pegno. Sospettano in molti che, in questo scenario, Romoli starebbe addirittura lavorando per diventare il candidato di Panunzi (e quindi del Pd) alle regionali.

Ma se così fosse, come si può credere che il Pd possa avallare una simile decisione a fronte di tanti suoi amministratori con più diritti dell’ultimo arrivato? Allo stesso modo, è verosimile credere nella possibilità di candidature alle politiche condivise con la sinistra del Pd (come a qualcuno sarebbe stato prospettato), quando, con i nuovi collegi allargati (Civitavecchia-Rieti), Viterbo non potrà più decidere neanche per sé stesso?  Fatte queste considerazioni, nei prossimi giorni tutto può accadere. Sia la caduta dell’amministrazione Arena, anche se tanti credono che, al di là dei problemi politici, i consiglieri non troveranno mai il coraggio di andare a casa. Sia (forse più probabile) l’allontanamento degli azzurri che dovessero mettersi contro la posizione ufficiale del partito.