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Viterbo, riaperta la terapia intensiva Covid

Massimiliano Conti
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Riaperto a Belcolle, dopo cinque mesi, il reparto di terapia intensiva Covid. Era stato chiuso il 14 giugno scorso, dopo che gli ultimi pazienti si erano negativizzati. Tra sabato e domenica due persone - un 77enne e un 45enne - che erano ricoverate a malattie infettive, si sono aggravate e per loro si è resa necessaria la respirazione assistita. Di qui la riattivazione del reparto. Si tratta di una pessima notizia perché certifica che la guerra al coronavirus, come già dimostrano i numeri crescenti dei contagi negli ultimi giorni, è tutt’altro che vinta. In totale i posti di terapia intensiva a Belcolle sono 10, inaugurati dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato a inizio aprile. A questi si aggiungono altri 12 posti di terapia intensiva non Covid. Per il momento, dunque, non ci sono rischi di saturazione ma il fatto che due pazienti, su un totale di 15 ricoverati nell’ospedale viterbese a ieri mattina, siano attualmente intubati, non fa stare tranquilli. A questi 15 vanno poi aggiunti altri 7 pazienti viterbesi che si trovano in strutture Covid extra Asl. I contagiati che stanno trascorrendo la convalescenza a casa sono invece 643.

Il virus, come noto, continua a correre soprattutto tra i bambini sotto i 12 anni, che non essendo vaccinati sono al momento i maggiori veicoli nella propagazione del Covid, non tanto nelle scuole - dove comunque le misure di sicurezza (mascherine, distanziamento e igienizzazione) consentono di tenere sotto controllo la trasmissione (al momento le classi in quarantena a livello provinciale sono ancora relativamente poche) - quanto in famiglia. O magari durante le feste di compleanno come quelle che a Orte e a Carbognano si sono trasformate in veri e propri cluster. Di qui i continui appelli dei sindaci, ultimo quello di Nepi Franco Vita, ai cittadini a osservare uno scrupoloso rispetto delle norme anti Covid e soprattutto a vaccinarsi. Non è un mistero infatti che la maggior parte dei nuovi contagi, under 12 a parte, si registrino proprio in quella fetta di popolazione non ancora immunizzata. Nel frattempo la Asl di Viterbo è in attesa di indicazioni per la somministrazione della terza dose, il cosiddetto booster, ai cittadini di età compresa tra i 40 e i 59 anni.

Le inoculazioni partiranno dal 1° dicembre ma dove e come non è ancora dato sapere. Di certo saranno coinvolti i tre hub di Viterbo (Mazzetta), Civita Castellana (sala Mice) e Tarquinia (centro anziani) che non hanno mai fermato l’attività, ma probabilmente sarà possibile ricevere la terza dose anche nelle strutture Asl di Ronciglione, Vetralla, Acquapendente (ospedale), Bolsena, Soriano nel Cimino e Bagnoregio. Nel Lazio, salvo cambiamenti di rotta dell’ultimo momento, sarà richiesta la prenotazione.