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Viterbo, ladri invisibili grazie alle auto a noleggio. L'indagine sulla banda degli albanesi

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Vivevano in un camping sull’Aurelia a Roma e facevano i pendolari per colpire nelle abitazioni della Tuscia. Emergono nuovi particolari in merito all’indagine che ha portato all’arresto di tre albanesi nella Capitale sospettati di esser gli autori di numerosi furti avvenuti in città e provincia nelle ultime settimane. Secondo quanto hanno appurato gli agenti della squadra mobile i tre si spostavano con delle auto prese a noleggio. Un modo insomma per rendersi invisibili e per complicare le ricerche. Era un’auto presa a nolo anche quella abbandonata il 29 ottobre nei pressi di Viterbo quando i tre riuscirono a fuggire alla polizia dopo che uno dei malviventi aveva colpito con un pugno un poliziotto.

 


A seguito di un’indagine svolta dagli uomini del XIII Distretto Aurelio e dalla Squadra Mobile della Questura di Viterbo, sono stati individuati e arrestati 3 soggetti di nazionalità albanese, K. E. di 35 anni, N. N. di 23 anni e G. F. di 33 anni, sospettati di essere gli autori di numerosi furti in abitazione, commessi in concorso tra loro a  Viterbo. In particolare il 29 ottobre scorso, i tre, durante un controllo di polizia operato da una pattuglia della Squadra Mobile della Questura di  Viterbo, nel quartiere Santa Lucia, avevano colpito uno degli agenti procurandogli significative lesioni al volto, per poi riuscire a far perdere le proprie tracce, abbandonando l’auto. Da quel momento, sono scattate le ricerche dei tre soggetti con pedinamenti da parte degli agenti della Polizia di Stato di Roma e  Viterbo, nel corso dei quali i tre uomini sono stati notati mentre si incamminavano verso una vicina area condominiale di via Santa Maria della Grotticella, portando al seguito un vistoso zaino. Si è appreso poco dopo che i tre avevano messo a segno un furto a casa di una donna. Fermati, sono stati sottoposti a controllo.

 

La perquisizione ha permesso di trovare oltre a denaro contante, telefoni cellulari e i beni rubati alla donna, tra cui vari oggetti in oro, 500 euro in contanti e un salvadanaio. La perquisizione è stata estesa anche al bungalow in via Aurelia dove risiedevano i tre, trovando la somma di 523 euro in banconote, un anello in oro bianco, banconote di nazionalità albanese pari a 8.200, un cellulare e 2 orologi. I 3 sono stati portati in carcere a Poggioreale.