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Viterbo,l'assessore De Carolis punta i piedi: “Sul turismo difficile fare altri tagli”

Daniela Venanzi
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Tra i capitoli di spesa attenzionati da alcuni ambienti della maggioranza ci sono quelli imputabili a Marco De Carolis, anche se le cifre che l’assessore alla cultura e al turismo chiede, relativamente alle iniziative per il periodo natalizio, non sono poi così da capogiro come qualcuno vorrebbe far credere. Si tratta più o meno delle stesse somme stanziate negli anni precedenti. Tradotto in numeri, 280 mila euro per il Natale e il Capodanno.  "E’ esattamente così - spiega De Carolis -. Si tratta degli stessi soldi che sono stati spesi in precedenza e non capisco cosa ci sia di strano in tutto questo, tanto più che parliamo di festività che rappresentano la ripartenza dopo un lungo periodo di difficoltà. Ormai parliamo di due anni di sofferenza”. 

 

Come verrebbero impiegate le risorse che chiede? 
“Le luci per la città, gli alberi, il bosco a piazza del Comune, le proiezioni, il tutto a coprire anche le frazioni. Un po’ il ripetersi di quello che è avvenuto negli anni precedenti con qualche miglioria”. 
Ad esempio? 
“Ad esempio, le illuminazioni di via Saffi venendo da piazza del Teatro. Si tratta di lavorare con materiale di diversa qualità, sicuramente di valore, e di arrivare a coprire qualche punto in più”. 
E il concerto? 
“Certo quello di Capodanno che, nel rispetto delle normative anti-Covid, si ripeterebbe a piazza della Rocca”. 
Qualche nome su chi potrebbe esibirsi? 
C’è una rosa di possibilità, al momento però non è possibile fare nomi. Vedremo”. 

 

Le variazioni di bilancio sono tante, non ci sono solo le sue. Il primo cittadino, per far quadrare i conti, sta chiedendo in queste ore sacrifici un po’ a tutti gli assessorati...
“Lo capisco e ho fatto quanto ho ritenuto possibile. Anche il mio assessorato ha dovuto fare delle rinunce, ad esempio nell’ambito della cultura mi sono trovato costretto a tagliare alle varie associazioni novantamila euro e allo sport rimangono veramente poche entrate, parliamo forse di quattromila euro. Insomma non mi pare di chiedere nulla di straordinario rispetto agli altri anni. Ritengo di aver fatto il mio in termini di sacrifici”. 
Pensa di farcela in questa marea di urgenze e di emendamenti, alcuni con forti argomentazioni?
“Spero proprio di sì. Ripeto, non mi sono basato su richieste campate per aria, ma ragionate e coscienziose - continua l’assessore -. Se non si capisce che l’economia di un Paese e la sua ripartenza passano anche, e forse soprattutto, attraverso il turismo, la capacità attrattiva, e l’idea di una ripartenza dopo questi difficili anni, allora non saprei davvero proprio cosa dire”.  Domani il giorno della verità.