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Viterbo, allarme a Tarquinia: il Porto Clementino rischia di crollare

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“Si salvi Porto Clementino e la fascia di arenile relativa alle Saline, preoccupano le possibili mareggiate invernali”. L’appello arriva da più parti, singoli cittadini e associazioni, ma l’associazione Tarquinia nel cuore mette in rilievo la sempre più catastrofica situazione di Porto Clementino, porto storico ormai in completa balia dei marosi che compromettono, stagione dopo stagione, la sua esistenza. Un appello per evitare in futuro il semplice ricordo “di un porto sepolto”.

 

Per questo motivo Tarquinia nel cuore torna di nuovo ad accendere i riflettori sulla struttura: “E’ calato il silenzio da parte delle istituzioni, Regione, ministero dei Beni Culturali e Comune, sulla tutela e salvaguardia nonché valorizzazione del nostro Porto Clementino - spiega il presidente Alessio Gambetti -. Da anni stiamo sollecitando, e come noi diverse associazioni e numerosi cittadini, l’attenzione delle istituzioni e magari anche l’azione fattiva e propositiva volta alla tutela e alla valorizzazione di Porto Clementino. Abbiamo scritto più volte in questi anni al ministero, alla Soprintendenza, alla Regione e Comune, ma ciò che abbiamo ottenuto sono state soltanto parole. Servono interventi urgenti al fine di tutelare la struttura, o meglio, quel poco che sta rimanendo e resistendo dell’antico approdo”.

 

Gambetti propone alcune azioni che potrebbero essere messe in campo: “Si potrebbe, ad esempio realizzare una barriera in pietre grandi, come quelle usate per i bracci anti-erosione per la spiaggia di Tarquinia Lido, questa barriera andrebbe posizionata davanti alla struttura, a poche decine di metri da Porto Clementino, così da bloccare il continuo colpire dei flutti contro i massi del porto che continua a resistere, ma non si sa per quanto ancora. Infatti, a causa dei continui forti flutti marini, si sta svuotando l’intera parete a sud. Ebbene, che cosa aspettiamo? Che crolli anche questa porzione della struttura di Porto Clementino? Se non si farà nulla a breve questo avverrà, noi non lo auguriamo: ci piange il cuore vedere Porto Clementino in queste pessime condizioni, ma il crollo sarà inevitabile, e crollata questa porzione di struttura sarà la fine. Ormai da anni i flutti hanno devastato la scalinata centrale che portava alle banchine di attracco per i barconi, banchine realizzate da blocchi, i famosi diatoni a coda di rondine, elemento architettonico unico nel Mediterraneo. Rinnoviamo quindi il nostro appello alle istituzioni: è ora di intervenire subito, basta con questo silenzio e immobilismo”.