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Viterbo, licenziato accusato di estorsione dai colleghi. Assolto uomo di 59 anni di Monterosi

Paolo Di Basilio
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Dopo il licenziamento era finito sotto processo anche per estorsione per la denuncia di alcuni colleghi di lavoro. La storia, tuttavia, per adesso è a lieto fine perché l’uomo - un 59enne romano residente da tempo a Monterosi - qualche giorno fa è stato assolto dal giudice Rita Cialoni al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato. Il pm durante la requisitoria aveva chiesto 10 giorni di carcere e una multa oltre che un sostanzioso risarcimento danni. Ma cosa era successo per far finire in tribunale, le une contro altre, persone che hanno condiviso a lungo il lavoro nei cantieri? Tutto nasce nel 2017 quando l’uomo residente a Monterosi - P. M. di 59 anni - è stato improvvisamente licenziato dalla ditta edile con la quale lavorava da tempo.

 

Perdere il lavoro a 55 anni è un dramma. Difficile ritrovarlo. Così si è finiti davanti al giudice del lavoro: in primo grado a Viterbo il giudice ha rigettato il ricorso del lavoratore, ma è durante il processo di secondo grado si svolgono i fatti che hanno generato il processo per estorsione. Secondo il lavoratore alcuni colleghi chiamati in aula non avevano detto la verità durante le loro testimonianze. Dunque decise di inviare loro una lettera tramite il loro avvocato.

 


 

Lettera che è stata poi alla base della denuncia per estorsione presentata dai colleghi che ha portato poi al processo a carico del 59 finito, come detto, con un verdetto di assoluzione. “E’ una grande gioia perché non ho minacciato nessuno, chiedevo solo delle testimonianze precise e veritiere. Ringrazio il mio avvocato, Edmondo Tomaselli del foro di Roma, per il grande lavoro che ha svolto difendendomi”. Ma il lavoratore non  si arrende. Vuole andare in fondo anche per stabilire se il suo licenziamento è stato legittimo. Come detto in primo e in secondo grado i giudici hanno rigettato le sue richieste. Ma il suo legale ha impugnato la sentenza di secondo grado e si è in attesa dell’udienza davanti ai giudici della Cassazione.