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Mare, Lido di Tarquinia: concessioni balneari, il sindacato chiede alla Regione di intervenire

Anna Maria Vinci 
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“La sentenza del Consiglio di Stato provocherà effetti devastanti per il nostro comparto. Chiediamo subito un incontro, un tavolo di confronto con la Regione Lazio a tutela e per la sicurezza amministrativa delle imprese”. Così Marzia Marzoli del Sib in merito alla sentenza con la quale il Consiglio di Stato ha stabilito la proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023, “al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere”, hanno chiarito i giudici.

 

 

Lo stop alle proroghe, secondo i balneari, creerebbe problemi per le imprese del settore. Per Marzia Marzoli “la sentenza si abbatte come uno tsunami sulle spiagge con effetti devastanti per il comparto balneare e per l’economia turistica. L’impossibilità di effettuare pianificazioni aziendali, investimenti e soprattutto il continuo stato di incertezza normativa non penalizza solamente l’economia del mare, costringendo i concessionari balneari a lavorare senza visione e prospettiva, ma genererà un forte impatto socio-economico entrando in contrasto con le strategie di ripresa del nostro Paese che dovrebbe rilanciare proprio il turismo con grandi investimenti”.

 

 

Il Sib Lazio chiede sicurezza per le proprie imprese: “Spetta al legislatore e non ai giudici riordinare la materia del sistema delle concessioni demaniali”, afferma Marzia Marzoli. Dopo una riunione fiume il Sib ha deciso di chiedere subito un tavolo di confronto con l’assessorato alle Attività Produttive della Regione Lazio. “E’ importate - spiega Marzoli - il supporto delle istituzioni al fine di trovare il giusto bilanciamento tra la tutela della concorrenza e quella dei diritti fondamentali dei concessionari che con questa sentenza sono stati calpestati”, conclude il presidente del Sib Lazio.