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Viterbo, scuola. La risalita dei contagi Covid mette in dubbio il turno unico

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Da una parte l’impennata dei contagi registrata negli ultimi giorni, dall’altra il Cotral che continua a a raffreddare gli entusiasmi degli studenti viterbesi con tutta una serie di se e di ma: la strada che di qui a tre settimane dovrebbe portare – caso al momento più unico che raro in Italia – all’abolizione del doppio turno di ingresso nelle scuole viterbesi è ancora lunga e lastricata di intenzioni più o meno buone, più o meno sincere.

 

Tra gli studenti serpeggia infatti il timore che alla fine l’intesa raggiunta nel vertice di martedì in prefettura – Cotral si rifiuta categoricamente di chiamarlo accordo – possa rivelarsi solo un contentino temporaneo e che poi, al dunque, con la scusa del Covid tutto resterà com’è. Il prefetto Giovanni Bruno martedì mattina con i rappresentanti degli istituti è stato tanto chiaro quanto cauto: la decisione finale lui la prenderà sulla base della situazione pandemica. Che, come detto, nella Tuscia come nel resto d’Italia è in netto peggioramento. Il decreto quindi non è per nulla scontato.

 

Intanto però l’iter burocratico per arrivare alla soluzione finale del problema è iniziato, con i soliti tempi dilatati a cui in Italia siamo abituati. Su input del provveditorato, le scuole superiori – molte delle quali in questi giorni hanno programmato dei collegi dei docenti straordinari – dovranno ora rivedere i propri orari, stavolta tarandoli sul turno unico di ingresso alle 8. Sulla base di questi orari, Cotral elaborerà il piano operativo, che poi sottoporrà al prefetto per il parere finale. L’azienda dei trasporti ha però già messo le mani avanti: la simulazione da essa presentata al tavolo in prefettura, “basata sulla stima della domanda di trasporto studentesca comunicata dall'Ufficio scolastico provinciale, ha evidenziato – ha dichiarato l’azienda al Messaggero subito dopo la fine del vertice - che l'accorpamento del servizio di trasporto in un’unica fascia oraria coincidente con l’ingresso degli istituti scolastici alle 8 del mattino espone ad un alto rischio di sovraffollamento delle corse, anche alla luce della ridotta capacità di carico dei bus all’80%”.

 

Un’altra incognita che pesa sulla praticabilità del piano è infatti rappresentata dai lavoratori pendolari: a differenza degli studenti, quantificare il loro numero è di fatto impossibile. La battaglia per il turno unico, comunque, non è un’esclusiva viterbese: da Roma a Civitavecchia, solo per restare nel Lazio, in queste settimane le mobilitazioni per abolire gli ingressi scaglionati sono state numerose. La Tuscia è però al momento l’unica provincia dove gli studenti – grazie a scioperi e cortei – sono arrivati a un passo dall’ottenere la vittoria. Purché le 2C, Covid e Cotral, all’ultimo momento non guastino la festa.

 


Massimiliano Conti