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Viterbo, spaccio al Sacrario. Tunisino non riconosciuto dai clienti: assolto

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Assolto un presunto spacciatore accusato di aver ceduto marijuana a un 48enne pakistano e a un minorenne. La vicenda risale al 21 maggio del 2018, quando il 31enne di origini tunisine venne fermato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Viterbo nei pressi del Sacrario. Secondo le ricostruzioni e la testimonianza di un operante risalente allo scorso maggio, il ragazzo avrebbe nascosto la sostanza stupefacente nei boxer che indossava.

 

 

Nel corso della perquisizione addosso al trentenne furono rinvenuti un involucro contenente 0,4 grammi di marijuana e 5 euro in contanti, somma che gli sarebbe stata corrisposta dall’allora 15enne. Al pakistano invece fu sequestrato un involucro con 1,7 grammi di marijuana. Il difensore Luigi Mancini, in occasione dell’udienza precedente, ha fatto presente che in realtà mancassero all’appello altri soldi, provento della presunta attività di spaccio, cioè quelli relativi alla dose ceduta al 48enne orientale.

 

Martedì 9 novembre all’udienza dedicata all’ascolto dei testimoni citati dalla difesa ha partecipato in qualità di testimone anche il 48enne originario del Pakistan, al quale è stato sottoposto un fascicolo fotografico. Tuttavia il teste non ha riconosciuto il 31enne nelle immagini consultate, affermando che non fosse lui il pusher dal quale aveva acquistato la droga.
Al termine della discussione e della camera di consiglio, il verdetto finale ha dunque assolto il 31enne con formula piena. 
“Dalle testimonianze sono emerse delle incertezze significative sia per quanto riguarda il riconoscimento sia in merito alla cessione e sulle modalità con le quali sarebbe avvenuta e sugli importi effettivi riscontrati”, ha riferito l’avvocato Mancini, che si è detto soddisfatto dell’esito del procedimento a carico del proprio assistito.