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Viterbo, capannoni abusivi a Montefiascone. L'opposizione: "Fuori le carte dell'istruttoria”

Alessandro Quami
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L'opposizione ha fatto richiesta al Comune di Montefiascone di accesso agli atti sui capannoni abusivi della società Valferrone avicola. “Abbiamo chiesto copia di tutti i documenti al sindaco Giulia De Santis, al dirigente dell'Urbanistica Maria Grazia Fumarola, al segretario comunale Vito Antonio Fazio”, dicono i cinque consiglieri di minoranza del centrodestra: il capogruppo e ex candidato sindaco Andrea Danti (indipendente di centrodestra), l'altra indipendente Orietta Celeste, i due di Forza Italia Cristina Ranaldi e Paolo Manzi, il commissario locale di Fratelli d'Italia, Massimo Ceccarelli.

 

“Visto che la sindaca, la sua vice grillina Rosita Cicoria, il segretario Pd Vincenzo Frallicciardi, l'ex segretario dem e attuale consigliere delegato alla Cultura Renato Trapè fanno finta di nulla – affermano dall'opposizione – siamo costretti a passare alle vie formali”. Non si smorza, così, l'onda lunga del caso Cimarello e dei capannoni dell'azienda agricola familiare che il Tar ha ribadito debbano essere demoliti, in quanto costruiti sulla base di documenti e certificazioni edilizie poco chiare. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale del 12 ottobre scorso (pubblicata il 25 ottobre) ha rigettato il ricorso della Valferrone avicola dei familiari dell'assessore ai Lavori pubblici di Montefiascone: “L’atto impugnato – sentenzia il Tar - segnala, quanto alle domande che precedettero il rilascio dei titoli, una 'evidente discordanza' tra la 'planimetria catastale riportata sugli elaborati progettuali e la mappa catastale', la quale ha impedito di avere contezza immediata che le opere erano destinate a sorgere nella fascia di rispetto di un corso d’acqua tutelato paesaggisticamente. I Cimarello avevano chiesto ai giudici di cancellare l'ordinanza di demolizione con cui gli uffici comunali nel febbraio 2020 avevano dato seguito ai controlli del 2019 della polizia locale. Da qui, il procedimento amministrativo tra il Comune di Montefiascone da un lato, e la famiglia Cimarello dall'altro: dal processo si è tirato fuori l'attuale assessore, ma i suoi familiari riflettono se appellarsi al Consiglio di Stato. Infatti, la sentenza del Tar è esecutiva ma provvisoria, in quanto ancora appellabile. Al riguardo, il legale dei Cimarello, l'avvocatessa Laura Merlino, ha spiegato che “sto valutando con i miei assistiti l'opportunità di impugnare la sentenza del Tar innanzi al Consiglio di Stato, confidando che le ragioni dei miei assistiti avranno migliore e più approfondito scrutinio”.

 

 

Ecco la lettera di accesso agli atti: “Noi consiglieri comunali – scrivono i cinque – richiediamo la copia dell'intero fascicolo, compresi tutti gli atti di istruttoria, definito con sentenza del 25 ottobre 2021. Ciò al fine di espletare il mandato di consiglieri comunali”.