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Viterbo, furbetti del cartellino alla Asl. Riparte il processo

Valeria Terranova
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È ripreso ieri, martedì 9 novembre, davanti al giudice Roberto Colonnello il secondo filone del processo a carico di alcuni furbetti del cartellino, che devono rispondere a vario titolo di truffa e falso. Il caso, che coinvolse dipendenti della Asl, scoppiò alla fine del mese di gennaio del 2017, a seguito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Viterbo, in cui da principio erano coinvolti 23 indagati, alcuni dipendenti dell’Asl in servizio presso il reparto di medicina trasfusionale dell’ospedale di Belcolle. 

 

Tra loro Stefania Gemini e Renato Mastrocola patteggiarono a novembre del 2019 rispettivamente a 1 anno e 8 mesi, e a 8 mesi, i quali, su istanza della pm Paola Conti, deporranno in qualità di testimoni, alla presenza dei propri legali, all’udienza fissata per il 14 gennaio del 2022. 

 

Secondo le ipotesi accusatorie, le irregolarità avrebbero riguardato le timbrature dei cartellini. In dodici tra medici e infermieri avrebbero gonfiato i propri stipendi, per un importo pari a 1 milione e 300 mila euro, somma che sarebbe lievitata in cinque anni. Tra gli imputati anche la dottoressa Tiziana Riscaldati, ex dirigente del servizio di medicina trasfusionale dell’ospedale Belcolle, che era stata la prima a essere sospesa e poi licenziata dalla Asl nel marzo del 2018.  Un caso quello dei furbetti della Asl che all’epoca fece scalpore e riempì le pagine delle cronache locali per intere settimane.