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Viterbo, morto impiccato in carcere. Anticipata di due anni l'udienza sul caso Hassan Sharaf

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Il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, aveva parlato di “bancarotta, se non dell’intero sistema della giustizia, quanto meno del Tribunale di Viterbo”, dopo avere appreso della decisione del giudice di spostare al 2024 l’udienza sull’archiviazione per il decesso del giovane Hassan Sharaf al Mammagialla nel 2018.

 

Adesso si apprende che l’udienza è stata anticipata di due anni: il 27 gennaio 2022 l’udienza sarà discussa la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Viterbo in merito alla tragedia che coinvolto Hassan Sharaf, il giovane egiziano morto in seguito a un tentativo di suicidio messo in atto nel carcere Mammagialla di Viterbo. Sharaf si è tolto la vita impiccandosi nella cella d’isolamento dove si trovava da due ore. Il 9 settembre, nemmeno due mesi dopo, sarebbe tornato in libertà. Al Garante Anastasia in visita al carcere aveva dichiarato di aver paura di morire, mentre all’avvocata Simona Filippi aveva raccontato di essere stato picchiato dalle guardie penitenziarie, mostrando segni di percosse in diversi punti del corpo. Sul caso della morte di Sharaf, Anastasia aveva presentato immediatamente un esposto ed era stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio: Hassan, infatti, sarebbe stato preso a schiaffi da due agenti prima di essere trasferito in cella d’isolamento. Poi, la richiesta di archiviazione da parte della Procura, a cui la famiglia del ventunenne si è opposta con tutte le sue forze. Tre anni dopo quel suicidio, arriva la notizia che l’udienza contro l’archiviazione del caso è stata fissata al 2024.

 

“È importante che su vicende come questa venga fatta luce il più rapidamente possibile, senza rinvii che possano ulteriormente differire nel tempo ogni chiarimento necessario”, aveva denunciato Alessandro Capriccioli, capogruppo di “+Europa Radicali” al Consiglio regionale del Lazio.