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Viterbo, elezioni in Provincia. Al lavoro per le larghe intese, si chiama fuori solo Fratelli d'Italia

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Nuova amministrazione provinciale con un’altra grande ammucchiata? Si vedrà. In attesa del 18 dicembre (data del voto), è certo che c’è chi non fa mistero di pensarla così.  A rilanciare la notizia di manovre sotterranee a 360 gradi finalizzate a realizzare un siffatto disegno è stato il consigliere comunale Giacomo Barelli, passato da qualche mese con Azione di Carlo Calenda. In un’intervista a un sito web, auspica infatti che facciano parte della nuova maggioranza di Palazzo Gentili, oltre al Pd (area Panunzi), Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega. Non si sa, tuttavia, se di ciò abbia informato Calenda, che ha sempre detto con chiarezza che con i 5 Stelle non si sottoscrivono alleanze. Così come non è dato sapere cosa penserebbe Enrico Letta di un ipotetico accordo tra Pd e Lega, dato che stavolta, per giustificare l’operazione, non si potrà più invocare l’eccezionalità del momento come accadde la volta scorsa con l’Italia nella morsa della pandemia. E Salvini? Anche lui come vedrebbe questo “laboratorio” con tutti dentro tranne Fratelli d’Italia? Sono proprio sicuri, i leghisti locali, che il capitano (come lo chiama Fusco sui social) darebbe la sua benedizione?

 

Al di là di come evolveranno gli eventi, è sicuro che sono questi giorni di grandi manovre perché la Provincia una sua importanza ce l’ha. Un ruolo di grande tessitore se lo sta ritagliando il sindaco di Bassano in Teverina, Alessandro Romoli, che, pur non avendo alle spalle tutto il partito (Forza Italia), punta alla presidenza grazie all’accordo di ferro che ha personalmente con il Pd regionale (Panunzi) e alla promessa che avrebbe fatto al senatore Fusco di passare con lui in vista del voto per le regionali nel 2023. Il quadro sembra in ogni caso destinato a scomporsi, sulla base però non di una visione politica vera, ma di accordi di potere localistico che vedono esponenti di varie forze politiche (tranne Fratelli d’Italia che va avanti per la propria strada) pronti a passare da una parte all’altra per restare al centro della scena. E’ il caso della Lega, dove sono sempre più insistenti le voci di un avvicinamento dello stesso senatore Fusco, e del suo entourage più stretto, proprio a Calenda. 

 


Ed è stato lo stesso Barelli, nell’intervista rilasciata ieri, a far intuire l’esistenza di un dialogo piuttosto avanzato con il Carroccio destinato a palesarsi con ogni probabilità nell’ipotesi in cui l’ala più moderata di Giorgetti si staccasse da Salvini. Certo, ciò mal si concilia, per Fusco, con quanto accaduto finora in casa Lega allorché fu fatto fuori il vicesindaco Contardo, tra gli altri motivi proprio perché accusato di essere troppo vicino a Giorgetti, ma non importa: il genero di Fusco, “Stefano Evangelista”, sottolinea Barelli per madare messaggi in giro, “è un mio grande amico”.