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Viterbo, in Comune resa dei conti sul bilancio: giunta rischia di essere sconfessata

Mattia Ugolini
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Resa dei conti oggi, martedì 9  novembre in Consiglio comunale per la giunta Arena. Sarà infatti al vaglio del parlamentino di Palazzo dei Priori (la seduta è stata convocata per le ore 9.30) il quinto assestamento di bilancio redatto dall’assessore Alessandro Alessandrini. La manovra, nonostante i forti malumori all’interno del centrodestra, dovrebbe comunque ottenere il via libera dalla maggioranza. Il punto è che non è detto che ciò avvenga con i voti di tutti i consiglieri, il che a livello politico apre altri scenari.

 

In ballo ci sono ben sei emendamenti, cinque dei quali firmati da esponenti della maggioranza. Quelli presentati da Fondazione, con Sergio Insogna, e dalla Lega, con Vittorio Galati, sono i più scottanti. Il civico gialloblù chiede all’amministrazione di trovare 70 mila euro da destinare a centro storico, emporio solidale ed Asd. Il leghista, invece, ne chiede molti di più: 432 mila euro per l’area del cimitero di Bagnaia e altri (almeno 10 mila) per il canile Novepani, a rischio chiusura a causa dell’impianto elettrico malfunzionante. Questo emendamento è stato promosso dall’assessore di Fondazione Paolo Barbieri.

 

La situazione è decisamente spinosa per il centrodestra, soprattutto perché l’opposizione fiuta l’occasione e, in parte perché li condivide e in parte per mettere in difficoltà l’esecutivo Arena, si dice pronta a sostenere alcuni di questi emendamenti. Il rischio, per il primo cittadino, è di finire sotto nelle votazioni, se non si dovesse giungere ad un compromesso proprio con Insogna e Galati. Gli assessori di Fondazione, Alessia Mancini e Paolo Barbieri, vogliono il via libera ai fondi per il centro storico, e anche per il canile, e si appellano a tutti, anche alle forze di opposizione. Entrando nei dettagli, Fondazione ha già fatto i suoi conti, laddove sostiene che i 40 mila euro necessari per il piano di recupero del centro possono essere benissimo tolti da altri capitoli: 10 mila da incarichi professionali, altri 10 mila da hardware settore ambiente e 20 mila da incarichi per supporto alle participate. L’emendamento, così come è stato partorito, non convince il “calendiano” Giacomo Barelli: “Non vorrei - ha dichiarato- che fosse un regalo di Natale per qualcuno”. E, in effetti, la cifra (40 mila euro) è quella massima stabilita per affidare direttamente l’incarico senza passare per bandi, gare e avvisi. Per questo Barelli propone di alzare la posta a 41 mila euro, scongiurando così ipotesi di macchinazioni varie. 
In salita, invece, la strada per il maxi-emendamento di Galati, malvisto dalla Lega stessa. La somma richiesta dal consigliere è troppo alta e si rischierebbe di spolpare altri settori, facendo inalberare alcuni esponenti di maggioranza. Ma, anche qui, il centrodestra ha poco da stare sereno. Più volte Fondazione e una piccola fronda di Fratelli d’Italia ha chiesto ad Arena di porre maggior attenzione alla frazione più importante della città. Consigli rimasti inascoltati, tanto che Galati stesso ha accusato il sindaco di “non mantenere la parola data”. 

Numeri alla mano, la partita resta apertissima e solo nel corso dei lavori si capirà quale corso prenderanno gli eventi. 
I riflettori, come detto, sono tutti puntati su Fondazione e Lega, anche perché - secondo quanto riportato da fonte interne al Carroccio - un paio di compagni di partito di Galati sarebbero pronti a votare la sua proposta.