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Viterbo, scuola. Doppio turno con le ore contate: il prefetto incontra studenti e Cotral

Massimiliano Conti
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E’ il giorno della verità per le scuole viterbesi. Il prefetto Giovanni Bruno ha convocato stamani alle 11 i rappresentanti degli studenti e del Cotral per comunicare il verdetto sull’abolizione dell’odiato doppio turno di ingresso, ritenuto unanimemente la radice di tutti i disagi patiti dai ragazzi, dalle famiglie, dai dirigenti e dai docenti degli istituti superiori della provincia in questo inizio anno. Mai decisione era stata tanto attesa dalle comunità scolastiche. Diversi istituti hanno fissato per la fine di questa settimana collegi dei docenti straordinari con all’ordine del giorno l’eventuale e auspicata rivisitazione degli orari basati stavolta sull’ingresso unico alle 8. 

 

Tutti i riflettori sono puntati sul Cotral, che nel vertice in prefettura del 29 ottobre si era impegnato, su richiesta dello stesso prefetto, a presentare un piano operativo, con il rafforzamento delle corse mattutine in modo da garantire l’arrivo a scuola alle 8 a tutti gli studenti pendolari - 8 mila su 13 mila complessivi – e in particolare a quelli delle scuole più periferiche. Tra i ragazzi c’è un certo ottimismo, nonostante la presidente dell’azienda regionale dei trasporti Amalia Colaceci, all’indomani dell’incontro del 29, aveva raffreddato gli entusiasmi parlando di semplice simulazione di orari e non di piano operativo. Una precisazione che è parsa più che altro un tentativo di mascherare la resa del Cotral al pressing subito da ogni parte: studenti, genitori, presidi, Provincia, sindacati. Tutti concordi nel ritenere inutile e dannoso l’ingresso scaglionato. Dannoso, oltre che per l’organizzazione scolastica, soprattutto per i ragazzi, costretti in questi primi due mesi di scuola a bighellonaggi mattutini in attesa dell’ingresso alle 9,40, perdite di tempo, recuperi e ritorni a casa pomeridiani ad orari improbabili e soprattutto incompatibili con lo studio e la vita sociale. 

 

“Lo scaglionamento degli orari – sostengono i ragazzi nel documento consegnato al prefetto nel vertice del 29 - riduce gravemente la nostra vita extrascolastica. Molti di noi hanno dovuto limitare, per mancanza di tempo o di energia, sport, hobby, relazioni sociali, quindi vita privata. Inoltre non ci sono corse a sufficienza per garantire a coloro che escono in orari differenti di prendere un mezzo dedicato a quello specifico orario. In alcuni casi, data l’insufficienza dei mezzi di trasporto, gli studenti che entrano alle 9,40 sono costretti a prendere gli stessi mezzi di chi entra alle 8. I pullman continuano ad essere affollati e il distanziamento non rispettato. Spesso, inoltre, la programmazione oraria delle corse non corrisponde a quella effettiva, mentre all'ingresso e all'uscita dei locali scolastici persistono notevoli assembramenti, che vanificano la rigidità delle norme sanitarie all’interno delle classi”.