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Viterbo Anagrafe, si studia accorpamento di tutti gli uffici in un'unica sede

Massimiliano Conti
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Mancano macchine e personale: il rilascio delle carte d’identità elettroniche a Viterbo resta un calvario. Soprattutto da quando, il 30 settembre scorso, è cessata e non è stara rinnovata la proroga dei documenti scaduti concessa dal governo nel pieno dell’emergenza Covid. Risultato: un imbuto. Le attese, salvo per i casi di comprovata urgenza, sono lunghissime e l’assessore ai servizi demografici Paolo Barbieri, che ha ereditato la grana dalla collega di partito Alessia Mancini con l’ultimo rimpasto di giunta, cerca di barcamenarsi come può. Di fronte ai ritardi del ministero dell’Interno nella consegna di 4 nuove macchine stampatrici, Barbieri ha chiesto aiuto al prefetto. “Grazie all’intervento del prefetto – spiega – il 30 novembre ci consegneranno due nuove macchine. Non sarà la soluzione del problema, perché il personale è quello che è e fa i salti mortali per garantire il servizio, addirittura recandosi di persona nelle rsa dove ci sono anziani che devono rinnovare i documenti. Stiamo valutando se installare entrambe le stampatrici negli uffici di Viterbo, quello di via Garbini e quello di piazza Fontana Grande, o mettere una delle due a San Martino”.

Il problema, come detto, non è solo di risorse materiali ma anche umane. I servizi demografici sono sotto organico da illo tempore e neanche la recente infornata di assunzioni con i concorsi è servita a rimpinguare gli uffici. Tanto più che tra la ventina di impiegati in servizio 4 sono prossimi alla pensione. “Nei giorni scorsi ho avuto una riunione con il dirigente del settore, il comandante della polizia locale Vinciotti - continua Barbieri - con il quale stiamo studiando una soluzione”. L'idea, che dovrà comunque passare sotto le forche caudine della maggioranza, è quella di concentrare tutta l’anagrafica in un’unica sede: un locale da almeno 200 metri quadrati provvisto di sala d’attesa e parcheggio sia per il pubblico che per il personale.

“Lo ritengo un progetto molto buono – dice l’assessore – e se avrà l’assenso del sindaco e della giunta faremo una manifestazione d’interesse per individuare i locali”. Intanto marcia a grandi passi la convenzione con la Fit, che a partire dal 2022 renderà possibile ai cittadini di ottenere un certificato anagrafico anche dal tabaccaio evitando le file in Comune. Barbieri punta infine a eliminare anche gli odiati diritti amministrativi, cioè i balzelli da pochi centesimi che si pagano su ogni certificato: “Abolirli significa prevedere 10 mila euro in bilancio, l’ammontare degli introiti che verrebbero meno”, conclude.