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Viterbo, caso Cimarello: capannoni abusivi a Montefiascone. Si va verso il Consiglio di Stato. Celeste: "Il sindaco faccia demolire tutto"

Alessandro Quami
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Montefiascone, la famiglia dell’assessore Luciano Cimarello riflette se ricorrere al Consiglio di Stato. L’appello potrebbe ribaltare la sentenza del Tar del 12 ottobre scorso, che ha dato torto all’azienda agricola dei Cimarello.  La società semplice Valferrone avicola, infatti, aveva fatto ricorso al Tribunale amministrativo del Lazio (procedimento da cui si è in seguito tirato fuori Luciano Cimarello), per cancellare l’ordinanza del Comune di Montefiascone, la numero 4 del 3 febbraio 2020 di annullamento di titoli edilizi illegittimi, e conseguente ordine di demolizione di opere risultate non sanabili. Ma il Tar ha confermato la demolizione dei capannoni: come ha detto l'avvocatessa che ha difeso il Comune contro il ricorso dei Cimarello, la sentenza è esecutiva ma ancora appellabile.
Una sentenza provvisoria, quindi, che però a bocce ferme vuol dire che se non ci sarà una sentenza contraria del Consiglio di Stato (i tempi sono annosi) dovrà portare alla distruzione dei capannoni. 

 

Al riguardo, il legale che assiste la famiglia Cimarello, l'avvocatessa Laura Merlino del foro di Roma, spiega che “la sentenza del Tar Lazio non si commenta, ma si analizza dal punto di vista giuridico. Sto quindi valutando con i miei assistiti l’opportunità di impugnarla innanzi al Consiglio di Stato, confidando che in quella sede le ragioni dei miei assistiti avranno migliore e più approfondito scrutinio”. 

 

 

Dall’opposizione, intanto, continuano le critiche alla maggioranza giallorossa (con due consiglieri). Ieri i due capigruppo di minoranza, Paolo Manzi per Forza Italia e l'ex sindaco Andrea Danti, avevano attaccato la sindaca e la sua coalizione: “La solita doppia morale della sinistra”, aveva detto Danti. Mentre Manzi aveva rimarcato la natura “garantista di Forza Italia, per cui speriamo che Cimarello ne esca pulito”, ma aveva lanciato una frecciata ai grillini in maggioranza, “giustizialisti che fino a quattro settimane fa, su vicende del genere, erano pronti allo sciopero della fame”. 
Ora è la volta della consigliera Orietta Celeste, indipendente di centrodestra: “Questa vicenda dei capannoni abusivi non è certo un pettegolezzo, come sostengono dalla maggioranza. La sentenza del Tar dice che i capannoni della famiglia dell’assessore Cimarello devono essere demoliti. E la sindaca, che ha la delega all’Urbanistica, dovrebbe eseguire questa sentenza. Come minoranza, ci aspettiamo una risposta dalla giunta e come opposizione prenderemo delle iniziative, con delle precise istanze”. 
Non risparmia critiche ai pentastellati: “Ci aspettiamo una risposta dalla De Santis e anche dai 5Stelle che hanno fatto del giustizialismo il loro punto di forza, come la vicesindaca Rosita Cicoria, che non ha detto nulla al riguardo”.