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Viterbo, lavoro: Aquilanti in crisi. Depositata in tribunale proposta di acquisto

Daniela Venanzi
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Al vertice in prefettura sul futuro dell’azienda Aquilanti sono intervenuti il liquidatore Simone De Filippi, il rappresentante Fisascat Guido Calà, l’esponente Filcams Donatella Ayala ed Elvira Fatiganti per la Uiltucs di Viterbo. Presente anche il vice prefetto Geraci, il direttore generale della Aquilanti spa Armando Cappuccio e il consulente esterno dell’azienda Bruno Barghini. Un vertice importante, visto che sul tavolo c’era il futuro della ditta e soprattutto dei suoi dipendenti. Un’azienda gloriosa quella di Aquilanti, che alla città di Viterbo ha portato in cinquant'anni lavoro e benessere, ma che oggi, dopo la crisi di qualche tempo fa e il colpo finale della pandemia, è stata costretta prima al concordato preventivo, con il ricorso alla cassa integrazione, poi alla messa in liquidazione. Due giorni fa la doccia fredda, con la notizia della chiusura di tutte le filiali operative in Italia, con la sola apertura di quella di Viterbo. A ballare ci sono 25 posti nella città e 43 nel resto delle sedi dislocate nel centro Italia. La discussione si è concentrata sul pagamento degli stipendi di ottobre, che tradotto significa famiglie in difficoltà. “Sì - spiegano Guido Calà e Donatella Ayala - il mese di ottobre è rimasto in sospeso, ed era la parte che ci premeva di più chiarire. A questo proposito il liquidatore Simone De Filippi ci ha rassicurato sul fatto che metterà in campo ogni tipo di azione per fare in modo che il commissario e i giudici di competenza sblocchino gli importi necessari”.

 


 

Sono emerse altre novità, qualche speranza per l’azienda e i dipendenti?
Sono queste sono fronte - spiegano ancora Calà e Ayala - ci è stato detto che è stata depositata in tribunale una proposta, quindi un’azione concreta, che mira all’acquisizione del ramo d’azienda di tutte le 43 filiali, Viterbo compresa. Per finalizzare questa proposta gli interessati però si sono tenuti qualche giorno di tempo, fino al 10 novembre, per verificare l’intera posizione della Aquilanti spa, procederanno poi con una offerta che a quel punto dovrà essere ritenuta idonea dagli organi preposti. Solo a questo stadio delle cose, si potrà dire - affermano i due sindacalisti - che si è approdati ad una soluzione positiva e di prosecuzione aziendale, con la possibilità per i dipendenti di tornare a lavorare in tutte le filiali coinvolte in questa vicenda”. 

 


 

Siete ottimisti?
“Siamo attendisti, aspettiamo questa settimana, fino al 10 novembre certezze non ce ne sono. Naturalmente la speranza e il nostro lavoro sono tutti protesi alla conclusione positiva dell’intera vicenda. Padri e madri di famiglia non possono rimanere senza il nostro sostegno”.