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Viterbo, parcheggi selvaggi e degrado in piazza Campoboio

M. C.
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Piazza Campoboio, Viterbo: benvenuti nella terra di nessuno. E' un angolo di città abbandonato e dimenticato da tutti, quello incastonato tra la sede dell'Inps di via Matteotti e il Palazzo Santoro di piazza Verdi, nello storico quartiere del Cunicchio. Dimenticato da tutti tranne che dai dipendenti dell'Inps e da una parte dei residenti della zona, i quali hanno trovato qui una specie di oasi felice nel deserto dei parcheggi liberi, i quali nel centro storico sono stati soppiantati ormai pressoché ovunque dalle strisce blu.

 

Nella piazzetta, a ogni ora del giorno, il posteggio è infatti tanto libero quanto selvaggio, con le macchine che impediscono spesso l'accesso ai portoni degli edifici. Una giungla di lamiere ma anche di erbacce infestanti – se qui non arrivano i vigili, figuriamoci i decespugliatori – che in questi giorni si è spalancata davanti agli occhi degli operai che hanno iniziato i lavori di ristrutturazione di Palazzo Santoro, sede della biblioteca comunale degli Ardenti. I muratori si stanno servendo, per accedere all'edificio con i materiali, dalla porta posteriore, quella che dà appunto sulla piazza. Con tutti i disagi del caso dovuti alle auto che ostruiscono il passaggio. 

 

Il parcheggio selvaggio contribuisce a rendere ancora più forte la sensazione di degrado e decadenza della zona, dove – ormai dai tempi dei bombardamenti della seconda guerra mondiale - svettano edifici diroccati, transennati e assediati dalla vegetazione infestante. Se l'effetto Palermo a qualcuno potrebbe risultare anche suggestivo, considerando che siamo in pieno centro storico, e considerando pure gli sforzi che si stanno facendo per rendere Viterbo una città più turistica e accogliente, un intervento di riqualificazione di quest'area appare più che mai urgente.