Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, terme. Sbloccate le concessioni: approvato contratto per la subconcessione del pozzo di Sant'Albino

Esplora:

Mattia Ugolini
  • a
  • a
  • a

Tutti favorevoli. E’ passato così in IV commissione lo schema di contratto per la subconcessione del pozzo di Sant’Albino alla Gestervit (Hotel Salus). Nel contempo il Comune annuncia un nuovo e attento monitoraggio di tutte le altre sorgenti termali con l’obiettivo di mettere ancora più a reddito questo prezioso bene.  “Abbiamo sbloccato - ha spiegato il dirigente Eugenio Monaco su Sant’Albino - una situazione in stallo da troppo tempo. Due le procedure di evidenza pubblica eseguite per arrivare a questo risultato. Ora possiamo dire che la situazione termale a Viterbo è stata sanata e le criticità superate”. 

 

Il contratto regola una subconcessione di acqua di 6 litri al secondo. La Gestervit, dopo le difficoltà seguite alla chiusura del pozzo di San Valentino, può tornare dunque a lavorare a pieno regime. Durante i lavori si è parlato però anche delle altre sorgenti, soprattutto del Bullicame. Che, secondo l’assessore Claudio Ubertini, sta “tornando alla sua destinazione naturale, con un bacino d’acqua soddisfacente”. Al riguardo, la convenzione con Terme dei Papi durerà due anni, periodo in cui “saranno fatte le opportune verifiche sull’incidenza dei prelievi, che secondo noi e il direttore di miniera non presenteranno problemi. Alla fine valuteremo le condizioni della falda e quelle del bacino”.  Anche il pozzo delle Zitelle sta per essere assegnato ad una società e dal Comune filtra cauto ottimismo. Per quanto riguarda invece il pozzo di San Valentino sembra che il battente idraulico sia in ricrescita: si è a buon punto per riportare alla naturalità l’erogazione della sorgente. “La Regione - ha detto Monaco - punta sempre di più sugli impianti di monitoraggio. L’obiettivo è di estrapolare 12 o 14 litri non in dispersione”. 

 

A Sant’Albino inoltre martedì sono ripartite le operazioni per valutare le capacità della pompa in presenza di gas ed il direttore sta controllando le interazioni con gli altri giacimenti. Stesso discorso per il pozzo della Gigliola. Nulla da fare, invece, per quello dell’Uliveto, usurato dall’inutilizzo e prossimo alla scomparsa. Infine, è stato ufficializzato che sta per essere bandita l’attesissima gara per le Terme Inps, dove sarebbero disponibili 7 litri e mezzo di acqua al secondo. Tuttavia, prima di dare il via al bando, il Comune vuole avere un quadro più chiaro sulla callara del Bullicame, facendo prove, come detto, su Sant’Albino e Gigliola. Anche se, per lo stesso Monaco, “in altre parti d’Italia, con un litro e mezzo scarso si fa impresa”. 
Dunque, dopo lo shock del 2017, quando la Regione azzerò le concessioni, sembra tornare il sereno sul settore termale viterbese, laddove non è escluso che possano essere messi a bando altri pozzi, fermo restando che l’amministrazione non può discostarsi dal quantitativo rilevato dagli studi Unitus.