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Viterbo, processo sulla gestione dei rifiuti. L'ex assessore Vannini: “Dello Vicario non fu indulgente con l'azienda Viterbo Ambiente”

Valeria Terranova
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E’ ripreso ieri, martedì 2 novembre, uno dei due procedimenti scaturiti dall’operazione denominata “Vento di Maestrale”, che si concluse a giugno del 2015 e che portò all’arresto di 9 persone. Si tratta del filone che riguarda l’ex dirigente comunale Ernesto Dello Vicario, rappresentato dall’avvocato Giovanni Labate, il direttore tecnico della società Francesco Bonfiglio e il consigliere Maurizio Tonnetti, finiti sul banco degli imputati con le accuse di truffa, frode e falso.

 

L’intricata vicenda risale al 2014 e rientra nell’ambito dell’inchiesta sulla raccolta e gestione dei rifiuti tra il Comune e Viterbo Ambiente. Al centro delle indagini ci sarebbe la presunta truffa da un milione e mezzo a danno dei contribuenti. In aula hanno sfilato alcuni testimoni, tra i quali l’ex assessore all’ambiente Andrea Vannini. “Quando arrivai, tra il Comune e l’azienda Viterbo Ambiente c’era una divergenza di vedute circa l’interpretazione del contratto - ha riferito Vannini -. I punti di discussione riguardavano il conferimento dell’organico in piattaforma, che poteva creare maggiori oneri al comune, il problema dell’incremento dell’Istat, le isole di prossimità che non funzionavano. Una quantità di abbandono di rifiuti fuori mastello abbastanza imbarazzante. C’era l’implemento di spazzamento del centro storico. Abbiamo lavorato molto per quanto concerne l’atto transattivo. Questo atto poi non fu più firmato a causa dell’inizio di questo processo. Dello Vicario non voleva cedere assolutamente su alcuni punti in quanto avrebbero portato ad aumentare i costi che sarebbero andati a incidere sui cittadini. La discussione era più politica che tecnica, in quanto la risoluzione del contratto avrebbe portato a delle conseguenze piuttosto rilevanti. Il nostro assessorato si spese per arrivare a una soluzione a cui purtroppo non si è pervenuti. Addirittura c’era un funzionario che monitorava le isole di prossimità recandosi sul posto con la propria macchina. Dello Vicario non ebbe mai un comportamento indulgente con la Viterbo Ambiente”.

 

Il dibattimento riprenderà il 4 maggio. Il processo relativo all’altro filone riguarda invece 7 imputati, accusati a vario titolo di truffa, associazione a delinquere e frode nella gestione anche abusiva di consistenti quantità di rifiuti, ed Ecologia Viterbo.