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Viterbo, zinco nei rifiuti che arrivano da Roma. Ciambella (Pd): "Serve chiarezza"

Massimiliano Conti 
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Mentre si apprende che la Commissione europea ha acceso un faro sulla gestione dei rifiuti nel Lazio, la consigliera del Pd Luisa Ciambella torna a sollecitare il sindaco Arena con una interrogazione perché verifichi, come massima autorità sanitaria sul territorio, la natura di quello che è finito in questi mesi e che potrebbe continuare a finire nella discarica di Monterazzano. Ciò alla luce delle elevate concentrazioni di zinco accertate dall’Arpa nei rifiuti provenienti dall’impianto della Saf di Colfelice, in provincia di Frosinone, e rispediti al mittente dal sindaco di Albano dopo aver ordinato le opportune verifiche. L’impianto della Saf è lo stesso che tra aprile e settembre ha conferito la spazzatura a Viterbo.

 

 

Ma andiamo con ordine. E’ stato un esposto dell’associazione ambientalista Fare Verde sulla discarica di Roccasecca a mettere in moto la Commissione europea, che ha aperto “un’investigazione sulla gestione dei rifiuti nel Lazio e sta esaminando con attenzione la questione per quanto riguarda gli aspetti di sua competenza”. Ovvero “la valutazione del piano di gestione dei rifiuti della Regione Lazio e la sua effettiva attuazione”. Bruxelles intende capire se nel Lazio viene attualmente rispettata la direttiva Ue e “il principio fondamentale secondo cui la gestione dei rifiuti deve essere effettuata senza pregiudizio per la salute umana e per l’ambiente”. 
Sono gli stessi dubbi, interrogativi e timori sollevati, per quanto riguarda la provincia di Viterbo, ieri mattina in Consiglio comunale da Ciambella, che ha invitato il sindaco Arena a seguire l’esempio del collega dei Castelli romani: “Il sindaco di Albano invece che fare pagliacciate con la fascia tricolore al petto, ha bloccato i rifiuti dopo aver disposto analisi integrative su quello che veniva scaricato nella discarica del suo comune. Inoltre, giorno sì e l’altro pure è in commissione alla Pisana. Da noi invece nessuno batte colpi. Chiedo quindi ai nostri amministratori se si sentano di escludere la presenza di zinco ad alte concentrazioni nelle 18.600 tonnellate inviate a Viterbo da aprile a settembre a seguito di 5 diverse ordinanze della Regione, e quali azioni intendano mettere in campo”. 

 

Ciambella ha inviato il sindaco a sollecitare l’apertura di altri siti sul territorio regionale e anche a mettere a disposizione della Commissione europea – tenendo conto che un’indagine spesso prelude all’apertura di una procedura di infrazione - la relazione sui valori di fondo nell’area di Monterazzano: “Siamo vittime sacrificali di questa politica dei rifiuti – ha insistito – che grazie a Dio ora è entrata nel mirino dell’Ue”. La voce dell'esponente dem si è levata ieri mattina nel solito deserto: in aula non erano presenti né il sindaco né il dirigente del settore ambiente Eugenio Monaco. L'onere di rispondere è toccato all’assessore Elpidio Micci il quale non ha potuto che fare proprie le preoccupazioni di Ciambella. “Su tutte queste anomalie – ha concluso la consigliera – prima o poi qualcun altro finirà per mettere il naso”.