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Viterbo, il medico di Vetralla va in pensione. Il saluto commosso del paese al dottor Giuseppe Fonti | Video

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Non è rimasto a un passo dalla leggenda, Giuseppe Fonti settanta primavere, medico di base in forza a Vetralla da quarantaquattro anni, nella storia ci è entrato a pieno titolo. Glielo hanno riconosciuto i suoi pazienti, ma anche tanta gente che della sua fama ne aveva percepito l'odore da lontano e aveva tentato di tutto, senza riuscirci, per essere uno dei suoi mutuati. Un mito, soprannominato da parecchi lo Sciamano, per quella capacità di capire, comprendere, ascoltare e curare, che andava al di là delle competenze scientifiche, un istinto quasi innaturale, ispirato e carismatico, che lo ha consacrato a rimanere "il medico" di Vetralla per sempre.

 

 

E così nella giornata del 29 ottobre, ultimo suo giorno di lavoro prima della pensione, alle 19, davanti alla porta del suo ambulatorio, a sorpresa, c'era praticamente il paese intero. Centinaia di persone, organizzate, ordinate,  con le mascherine, con i telefonini a fare da torcia per il saluto e sullo sfondo una canzone rivisitata di Claudio Baglioni, tutti in coro: "Così vai via, l'ho capito sai, che vuoi che sia, se tu devi vai. Mi sembra già che non potrò più farne a meno, mentre i minuti passano, inutilmente correrò all'ambulatorio. Tu non scordarmi mai, come è banale adesso, restiamo amici dai un po' lo stesso". E poi all'inciso: "Dottor sereno come il cielo, buono come il pane, tranquillo come il mare, dottore mio non te ne andare. Dottore disponibile come un amico, bravo come un Dio, affidabile come un palmare, dottore mio non te ne andare".  Bolle di sapone, applausi, viaggi regalo, e una commozione che ha coinvolto non solo gli amici e i pazienti, ma anche chi per curiosità è sceso nel piazzale dell'ambulatorio per vedere cosa stesse succedendo. Un fiume di persone davanti alla porta d'uscita, che al momento dell'apertura lo ha visto, il buon Fonti, spalancare lo sguardo di meraviglia.

 

 

Ad aspettarlo, anche il sindaco Aquilani avvisato da alcuni pazienti, che gli ha stretto la mano e bisbigliato parole riservate. I due sono stati nel passato anche antagonisti in politica: "Avversari politicamente - ha detto il medico - ma sempre nel rispetto e conservando il rapporto di amicizia che rimane immutato". Il primo cittadino ha sottolineato da parte sua, la grande stima per il dottore: "Sei l'esempio concreto e reale di come questo lavoro sia una missione, se portato avanti come hai fatto tu per quarantaquattro anni  in modo esemplare".  "Ha salvato vite umane, è stato coscienzioso, - racconta Nadia - e soprattutto disponibile, veniva a casa, rimaneva anche fino alle 21 di sera ad aspettarti nel suo studio. Non c'era fretta, per lui il paziente era un essere umano degno di tutta l'attenzione e di tutto il tempo necessario. Ci azzeccava sempre, se volevi un parere serio era con lui che avevi certezze". Non il ricettificio di tanti medici di oggi, ci sarebbe da aggiungere. "Spero di essermi meritato, - ha detto al momento del commiato Giuseppe Fonti - in questi quarantaquattro anni la fiducia che avete riposto in me". Tante lacrime, c'era chi gridava grazie, chi lo salutava, chi allargava le braccia come a fargli arrivare fisicamente tutto l'affetto possibile. Un addio e un tributo d'onore, un sapore che lasciano solo le persone per bene, preparate e appassionate come lui.