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Viterbo, sindacato al fianco dei lavoratori vessati: “Per non perdere il posto accettano tutto”

Beatrice Masci
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Prosegue l’indagine della Guardia di Finanza di Tarquinia, denominata “Cooperative spurie”, che ha portato allo scoperto un giro di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per un importo pari a 13 milioni di euro per ridurre illegalmente costi fiscali e del lavoro. Nel mirino aziende di servizi, e tra queste quelle del commercio. Appartengono infatti a questo settore, in modo particolare, i datori di lavoro alle dipendenze dei quali operavano oltre trecento persone che, a loro insaputa, sono state licenziate e riassunte in cooperative create ad hoc per abbattere i costi del lavoro.

Risultato: 29 indagati, 42 ditte coinvolte sul litorale e truffa aggravata ai danni dell’Inps per 250 mila euro. I lavoratori non sapevano, e coloro che, forse, avevano intuito qualcosa, visto lo stipendio decurtato (in concomitanza con il passaggio a una nuova ditta) preferivano tacere perché, comunque, in tempi di crisi, un posto di lavoro si mantiene nonostante tutto. Anche nonostante la perdita dei diritti in materia di ferie e di Tfr. “Sono lavoratori vessati - spiega Fortunato Mannino della Cisl -. Soprattutto in questo periodo di pandemia, moltissimi preferiscono non far valere i propri diritti per mantenersi il posto di lavoro che assicura comunque uno stipendio, anche decurtato rispetto a quanto stabilito dal contratto”.

Secondo la Cisl, nella Tuscia il fenomeno arriva a sfiorare il 30%. “Come si evince da questa inchiesta della Guardia di Finanza - prosegue Mannino - non è solo il settore agricolo a patire questo stato di cose, ma anche il commercio e più in generale il settore dei servizi. Un danno notevole per i lavoratori, ma anche per l’Inps e per il Fisco: dunque, un danno che si riflette su tutta la comunità, per questo invitiamo le forze dell’ordine a proseguire nelle indagini e i dipendenti a rivolgersi al sindacato. Mettiamo a disposizione i nostri uffici e i nostri legali. Siamo certi che tutti i sindacati faranno così. Purtroppo, però, moltissimi lavoratori, pur consci di essere sottopagati rispetto al contratto di lavoro, tacciono. Alla Cisl ne arrivano molti per chiedere consulenza, ma poi vogliono rimanere anonimi per evitare di perdere il posto di lavoro. Questo stato di cose deve essere cambiato”. L’operazione “Cooperative spurie”, iniziata nel 2019 e ancora in corso, riguarda 42 aziende di servizi tra Tarquinia, Montalto di Castro, Civitavecchia, Fiumicino, Frascati, Roma, Novara, Campobasso e Anagni. Le attività delle Fiamme Gialle hanno portato all’esecuzione di 47 perquisizioni presso i domicili degli indagati e delle aziende ad essi riconducibili, e al sequestro preventivo di immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 612 mila euro quale profitto del reato.