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Viterbo, traffico di opere d'arte. Due settantenni a processo

In tribunale

V. T.
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Nuova udienza del processo a carico di due 70enni accusati di traffico internazionale di opere d’arte. I carabinieri di Faleria, nel settembre del 2017, dopo aver perquisito un camion, misero a segno un maxi sequestro, fermando i due a bordo del mezzo. La requisizione interessò alcuni manufatti pregiati, tra cui dipinti risalenti al Seicento e Settecento, stimati complessivamente intorno al mezzo milione di euro e sprovvisti dell’attestato di libera circolazione.

 

 

Ieri, giovedì 28 ottobre, in aula, c’è stata la testimonianza di un militare in servizio presso il nucleo operativo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma. “A seguito degli accertamenti - ha spiegato il militare -il carico era destinato a raggiungere la Francia. In quel periodo la normativa prevedeva che l’esportazione all’estero di beni di interesse storico-artistico con esecuzione superiore ai 50 anni e senza soglia minima di prezzo, era consentita solo con l’attestazione emessa dall’Ufficio Esportazione. Dopo il sequestro si susseguirono vari ricorsi al Tribunale e all’ennesimo ricorso furono sequestrate solo due di queste opere. Si tratta di un quadro di Madonna col bambino del XVII secolo attribuito alla scuola del Sassoferrato su impianto di Guido Reni. Se sul mercato italiano poteva valere almeno 20 mila euro, nel contesto internazionale questa cifra poteva senz’altro crescere. Il secondo dipinto invece fu ricondotto a Felice Boselli e raffigura l’interno di una macelleria”.

 

Stime che furono confermate anche dalle etichette apposte sulle opere. “Questi cartellini recavano i dati di una casa d’aste di Monaco di Baviera - ha proseguito il carabiniere -. Questi quadri, infatti, insieme a un’altra opera, erano stati presentati da uno degli indagati insieme ad altre persone all’asta in Germania. Da altre ricerche risultò che in mezzo a questo gruppo di opere vi era anche un dipinto di Rubens battuto a più di 500 mila euro”.