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Viterbo, investe carabiniere con l'auto per sfuggire a un controllo. Personal trainer davanti ai giudici

V. T.
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È ripreso ieri, lunedì 25 ottobre,  il procedimento penale a carico di un personal trainer, 38enne, che sfuggì ai controlli antidroga e investì un carabiniere. I fatti verificatisi a Grotte Santo Stefano risalgono al 30 agosto del 2020. L’uomo finì in manette e inizialmente venne accusato di tentato omicidio, contestazione che in seguito fu ridimensionata in lesioni, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato di veicolo di servizio. Dopo pochi giorni, nei primi di settembre, il gip dispose nei suoi confronti gli arresti domiciliari.

 

 

In aula è stato sentito un carabiniere che prese parte all’inseguimento del 38enne. “L’uomo, che ci era già noto, era alla guida della sua utilitaria quando forzò il posto di blocco. A quel punto insieme a un collega partimmo e gli andammo dietro, in quanto procedeva con un’andatura piuttosto sostenuta nel centro del paese e lo vedemmo anche effettuare dei sorpassi in velocità. Non potemmo far altro che avvisare la centrale, in modo da impedirgli di raggiungere Viterbo”, ha spiegato il militare, il quale ha confermato quanto acquisito agli atti. Il 38enne alla vista dell’alt imposto dai militari, con una manovra improvvisa, cercò di darsi alla fuga ma nel farlo investì un carabiniere che stava sostando davanti alla vettura.

 

L’imputato tuttavia tentò di continuare la propria corsa andando poi a impattare contro un’altra pattuglia. Il trentenne fu bloccato dagli operanti mentre stava per ingoiare due involucri contenenti 6 grammi di cocaina. Il vicebrigadiere rimasto ferito fu subito soccorso e trasportato all’ospedale di Belcolle, riportando gravi contusioni e poi dimesso con una prognosi di 30 giorni. Il dibattimento ormai arrivato agli sgoccioli proseguirà il 19 maggio con l’esame dell’imputato e la discussione, al termine della quale è prevista la sentenza.