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Viterbo, cade in una buca scavata dai cinghiali. Clamorosa sentenza: Regione condannata a risarcire i danni

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Massimiliano Conti 
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Scendendo dal trattore cade in una buca scavata da un cinghiale e si rompe un piede: il tribunale condanna la Regione Lazio a risarcirlo.  E' una sentenza con pochissimi precedenti, quella emessa il 16 settembre scorso dal giudice di pace di Viterbo Antonia Lucchesi, che ha riconosciuto l'ente regionale responsabile dei danni causati dalla fauna selvatica accogliendo il ricorso presentato, per conto dell'agricoltore, dall'avvocato della Confconsumatori Gaetano Polselli.  “I ricorsi di questo genere in Italia si contano sulle dita di una mano”, spiega il presidente della Confconsumatori Antonio Nobili, che parla di “vittoria storica”. 

 

L'incidente oggetto del ricorso risale al 2 aprile 2016 quando G. C., queste le iniziali dell'agricoltore, scendendo dal trattore in un terreno di sua proprietà a Soriano nel Cimino, “cadeva in una grossa buca scavata nella notte da un cinghiale” riportando “un trauma distorsivo alla caviglia sinistra”, si legge nella sentenza. L'attraversamento di ungulati in quel fondo era stato riscontrato più volte dall'uomo, che il 22 aprile presentava pertanto una richiesta di risarcimento danni alla Regione Lazio, ritenendola responsabile della presenza massiccia di cinghiali nella zona in questione. 

 


 

La causa si protraeva ormai dal 2017. “Per arrivare al pronunciamento del giudice di pace – spiega Nobili – ci sono voluti ben 4 anni a causa dei tante Ctu (consulenze tecniche di ufficio, ndr) occorse per stabilire se effettivamente il danno era dovuto o meno alla buca fatta dai cinghiali. Anche i consulenti tecnici di parte hanno portato le loro relazioni e gli accertamenti dell'accaduto con le prove annesse. Il giudice onorario ha così definito la responsabilità della Regione Lazio condannandola a risarcire il nostro assistito”. 
La perizia presentata dal dottor Stefano Mario Leonardis ha escluso tuttavia il danno biologico, riconoscendo invece all'agricoltore il danno morale e 5 giorni di inabilità temporanea al 75% e 18 giorni al 50%. Il risarcimento è stato quantificato in 784 euro a cui vanno aggiunti gli interessi e altri 700 euro per le spese di lite.  Nobili non nasconde la sua soddisfazione per la sentenza:" Bisogna sempre citare in giudizio gli enti che hanno queste responsabilità, nella speranza che prima o poi si possa trovare una giusta soluzione al problema dei cinghiali, affinché non si verifichino più né incidenti stradali né distruzioni di sementi né, tantomeno, danni fisici dovuti a una gestione poco oculata della fauna selvatica”. Una battaglia durata più di 4 anni che alla fine ha visto il riconoscimento dei danni.