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Viterbo, elezioni in provincia. Fissata la data: urne aperte il 18 dicembre

Roberto Pomi
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Rinnovo del Consiglio e del presidente della Provincia: votazione fissata per sabato 18 dicembre. Si tratta di elezioni di secondo livello e, in base a quanto stabilito dalla riforma Delrio, a recarsi alle urne saranno chiamati i consiglieri e i sindaci dei sessanta comuni della Tuscia. 

 

La matematica indicherebbe come vincente il blocco tradizionale di centrodestra e infatti la situazione dovrebbe attestarsi, secondo alcuni calcoli, su percentuali di questo tipo: 55% centrodestra e 45% centrosinistra. Attualmente, nel sostegno a Pietro Nocchi, presidente uscente ed espressione del centrosinistra, ha avuto un ruolo chiave FI. Un’anomalia che alcuni nel partito sembra vorrebbero tentare di riconfermare, dando la volata a un presidente azzurro sostenuto dal Pd e quindi invertendo l’alleanza attualmente esistente a Palazzo Gentili. Prospettiva che rischia di creare problemi negli azzurri con ripercussioni dentro le amministrazioni locali. Due, secondo indiscrezioni, le anime forziste in questo momento in campo: una facente capo al coordinatore provinciale Andrea Di Sorte e l’altra all’attuale vice presidente Alessandro Romoli (sembra voglia diventare presidente, ndr). In caso di rottura diventa centrale capire il posizionamento dei singoli sindaci e consiglieri. Nel caso dei consiglieri diventano importanti più degli altri - per il meccanismo del voto che attribuisce un peso maggiore o minore a seconda del numero di abitanti del comune di cui si è espressione - quelli del capoluogo. 

 


 

E’ chiaro che in uno scenario di questo genere i conti e gli esisti della votazione potrebbero riservare anche sorprese. Il centrodestra infatti ha perso un comune importante come Montefiascone, anche se ha conquistato Vetralla. Insomma, i giochi sono aperti.