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Viterbo, scuola. Doppi turni e caos trasporti. I presidi con gli studenti “Situazione insostenibile”

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A favore degli studenti, in piazza contro il doppio turno e la mancanza di mezzi di trasporto per andare e tornare da scuola, si schierano i presidi. Lo fanno con una lettera della presidente provinciale dell’Associazione dirigenti scolastici, Maria Antonietta Bentivegna, a Rocco Pinneri dell’Ufficio scolastico regionale, al provveditore, Daniele Peroni, al prefetto Giovanni Bruno, al presidente della Provincia Pietro Nocchi e all’assessore Claudio Di Berardino

 


 

“Con il ritorno all’orario pieno - dice Bentivegna - emergono tutte le difficoltà, più volte espresse, causate dall’imposizione delle due fasce orario di ingresso alle 8 e alle 9.40. Andirivieni continuo all’ingresso ed uffici di presidenza subissati di richieste di permessi di uscita anticipata da parte di coloro che, costretti a stare in aula fino al pomeriggio inoltrato, sono condannati ad arrivare a casa di sera. E non dimentichiamo neppure che gli stessi disagi sono vissuti in prima persona dai docenti e da tutto il personale scolastico”. Oltretutto, nota la ex dirigente del liceo Ruffini, “si resta dubbiosi sulla reale necessità di un piano che è stato progettato quando la situazione epidemiologica era del tutto diversa. Un piano che pensa di offrire le stesse soluzioni per le aree metropolitane e per quelle di provincia, per i licei e per gli istituti tecnici e professionali, un piano che non considera le esigenze degli alunni che frequentano le scuole del Lazio provenendo da altre regioni”. Sott’accusa il mantenimento del piano trasporti emergenziale, dato che “i contagi ormai sono contenuti”. In questo contesto, “nonostante l’autonomia, costituzionalmente garantita, sono stati imposti alle scuole modelli organizzativi che non tengono conto delle specifiche realtà territoriali. Gli studenti e le famiglie ci chiedono di rappresentare la loro voce e il loro disagio e noi dirigenti, pur fedeli servitori dello Stato, non possiamo esimerci dal prendere parola sull’argomento e lo facciamo tornando a proporre innanzitutto l’abbandono della doppia fascia e, in subordine, l’affidamento della definizione degli scaglioni orari all’autonomia delle scuole. Per le molte scuole che hanno orari settimanali superiori alle 30 ore un consistente alleggerimento dei disagi potrebbe arrivare dall’autorizzazione a limitate forme didattica a distanza”. Secondo i presidi, l’attuale situazione sta compromettendo la serenità generale dei ragazzi, stanchi di subire decisioni che non comprendono più: “E’ arrivato il momento - conclude Bentivegna - di dimostrare che si vuole una scuola fatta a misura di studente”. 

 

Da notare, come si specifica in una nota degli studenti del Santa Rosa, che nella Tuscia la quota di pendolarismo è pari al 63% della popolazione studentesca: “Abbiamo aderito in tanti - dicono i rappresentanti Marco Bonucci, Beatrice Camilli, Dario Crespo e Noemi Santini - per dire che per molti di noi non esiste più tempo per famiglia, sport, amici, tutto azzerato. Il messaggio che vogliamo mandare è forte e chiaro: autonomia scolastica da una parte, dialogo con le istituzioni dall’altra. E’ necessario trovare una soluzione”.