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Viterbo, rifiuti e lavori pubblici a Montalto di Castro: in 18 a processo

Beatrice Masci
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Il gup Paola Petti, accogliendo le tesi della Procura di Civitavecchia, ieri mattina, giovedì 21 ottobre, ha rinviato a giudizio 18 persone (tra cui il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, l’assessore Giovanni Corona e i rappresentanti di quattro società), tutti accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio, turbativa d’asta, concorso in truffa ai danni dello Stato, frode nelle forniture pubbliche, peculato e falso ideologico. Accuse dalle quali dovranno difendersi, oltre a Caci e Corona, Valentina Troiani (responsabile lavori pubblici), Luigi Giamogante (responsabile della Centrale unica di committenza del Comune), Giovanni Picone (responsabile della Aimeri Ambiente), Maurizio Lanzi (amministratore della Lanzi Orfeo), Desiderio Scatolini (responsabile del cantiere della Energicambiente), Giovanni Roggero (presidente del cda di Aimeri Ambiente), Lamberto Alessandro (funzionario in servizio presso la Capitaneria di porto di Civitavecchia), Mariella Morgantini (direttore dei lavori), Maurizio Morgantini (componente della commissione giudicatrice), Fabrizio Rosciani (rappresentante del consorzio Comonsi), Simona Raspizzu (addetta al Protocollo comunale) e i legali rappresentanti di Energeticaambiente, Aimeri Ambiente, ditta Lanzi Orfeo di Dante Lanzi e Consorzio Comonsi. I fatti oggetto delle indagini, affidate ai carabinieri, risalgono al periodo 2016-2017 e riguardano i lavori eseguiti sul lungomare Harmine e la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. 

 

Per quanto concerne i lavori sul lungomare, secondo la Procura sarebbe stato utilizzato materiale di qualità inferiore rispetto a quanto previsto nel bando. Secondo la Procura, inoltre, sarebbe stata attestata la regolare esecuzione dei lavori, quando, in realtà, questi erano ancora in corso. Tutto ciò al fine di trarre in inganno i funzionari della Regione per ottenere i previsti finanziamenti. Per quanto concerne il capitolo rifiuti, le contestazioni riguardano presunte anomalie nelle proroghe e nel modo in cui si è arrivati a formulare il bando. Secondo l’accusa ci sarebbero stati diversi incontri, finalizzati a determinare il contenuto del bando.

 

 

Nel fascicolo compaiono infine contestazioni anche rispetto alcune assunzioni, chieste dagli indagati ad alcune delle ditte coinvolte. In particolare, dagli atti emerge la figura di Lamberto Alessandro, in servizio presso la Capitaneria di Porto, che secondo la Procura si sarebbe fatto promettere da Caci la propria nomina, dopo il pensionamento, quale consulente comunale in materia ambientale, nonché l’assunzione del figlio. A tal fine avrebbe avvisato in anticipo del sopralluogo dell’Arpa. Tutte accuse dalle quali gli imputati avranno la possibilità di difendersi davanti al Collegio dei giudici. L’udienza è stata fissata per il 12 luglio.