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Viterbo, minacciata di morte davanti ai figli. In aula il racconto della donna

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Ieri è entrato nel vivo il processo a carico di un uomo di origini egiziane, accusato di maltrattamenti in famiglia. L’uomo, proprietario di un negozio di frutta e verdura in provincia di Rieti, fu allontanato dalla casa famigliare nel gennaio del 2019 a seguito dell’ennesimo episodio di violenza ai danni della moglie.

 

 

“L’ultima lite è avvenuta per una tombola che avevo acquistato. Quando compravo un giocattolo per i bambini mi accusava di spendere soldi. Mi minacciava anche di morte, dicendomi che non mi avrebbe più lasciato vivere”, ha raccontato la 30enne albanese, madre di 5 figli, davanti al giudice Elisabetta Massini nel corso della propria deposizione. “Diceva di volermi uccidere nonostante fossero presenti le mie due figlie maggiori, che ho avuto da una relazione precedente. Anche quando è stato allontanato ha continuato a mandarmi messaggi terribili - ha spiegato la vittima-. Mi ha costretto a portare a termine anche l’ultima gravidanza che era a rischio”.

 

 

Successivamente il pm ha letto in aula degli audio dai contenuti agghiaccianti che sono stati inviati dall’imputato alla ex compagna, che furono trascritti dai carabinieri che all’epoca raccolsero la denuncia della donna. ‘Io stasera torno a casa e ti ammazzo’, ‘Tu lavori solo per le tue figlie. Quelle altre put**ne. Non me ne frega un cazzo di quelle due’, affermava l’uomo, insultando anche i parenti della donna. Il giudice ha stabilito di acquisire il provvedimento emanato dal Tribunale dei Minorenni relativo al nucleo famigliare. Il dibattimento riprenderà il 19 maggio 2022.