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Viterbo, inchiesta rifiuti nel Lazio. Giudizio immediato per Tosini e Lozza accusati di concussione e corruzione

Valeria Terranova
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Giudizio immediato per Flaminia Tosini e Valter Lozza, arrestati il 16 marzo scorso a conclusione di una indagine svolta dai carabinieri del Noe e coordinata della Procura capitolina sulla gestione dei rifiuti della Regione Lazio. Nel corso della prima udienza che si è celebrata mercoledì 20 ottobre è stata revocata la misura cautelare dell’obbligo di dimora a cui Tosini era stata sottoposta. Le udienze andranno avanti nei prossimi mesi di novembre e dicembre. In una delle udienze intermedie, in particolare, sarà nominato il perito che si occuperà di trascrivere le intercettazioni agli atti del procedimento, su istanza dell’avvocato Marco Valerio Mazzatosta che difende l’ex dirigente regionale.

 

Flaminia Tosini è finita ai domiciliari 7 mesi fa in quanto accusata, in concorso con l’imprenditore 72enne Valter Lozza, di concussione, corruzione e turbata libertà di procedimento di scelta del contraente. La revoca dei domiciliari è stata chiesta dal pubblico ministero il 23 marzo, il giorno seguente all’interrogatorio di garanzia davanti al gip Annalisa Marzano. Flaminia Tosini, durante l’interrogatorio di garanzia, che risale al 22 marzo ha affermato di non aver favorito l’imprenditore per la realizzazione della discarica Malagrotta 2 e che tra loro ci fosse solo un rapporto di amicizia che non ha in alcun modo interferito nelle sue scelte. La 52enne in quell’occasione ha chiarito questo aspetto rispondendo a tutte le domande dei magistrati volte ad approfondire soprattutto l’aspetto riguardante la relazione che intercorreva tra l’ormai ex direttrice delle politiche ambientali della Regione ed anche ex vice sindaco di Vetralla, nonché candidata alle ultime elezioni amministrative, e il 72enne, amministratore delle società Ngr Srl e Mad Srl, attive nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Secondo gli inquirenti, Lozza avrebbe avuto a disposizione una corsia preferenziale proprio per il legame con Flaminia Tosini.

 

A tale riguardo, sulla base delle intercettazioni, stando alle ricostruzioni, Tosini avrebbe messo in atto una serie di accortezze burocratiche e avrebbe fatto pressioni per far sì che l’apertura della discarica e il conseguente giro d’affari che ne sarebbe scaturito finissero nelle mani di Lozza, con il quale avrebbe instaurato una relazione sentimentale. Dunque attraverso regalie reciproche, Tosini avrebbe appoggiato l’imprenditore rilasciando autorizzazioni ai suoi impianti di smaltimento dei rifiuti.