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Lazio, concorsopoli Pisana. Ora la Regione cerca di rimandare la resa dei conti

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Massimiliano Conti
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Sulla concorsopoli regionale il Pd e la maggioranza provano a prendere tempo. E’ questa l’interpretazione che Fratelli d’Italia dà alla decisione della Giunta del regolamento di permettere la modifica della relazione sull’ormai famoso “concorso dei miracoli” bandito dal Comune di Allumiere, presentata lo scorso 22 luglio dalla presidente della commissione Trasparenza e pubblicità del Consiglio regionale, la meloniana Chiara Colosimo. Il gruppo di Fratelli d'Italia parla di colpo di mano della maggioranza: “Attraverso una votazione, durante la quale solo Fratelli d’Italia ha espresso voto contrario - si legge in una nota - è stata data la possibilità di emendare la relazione. Una decisione assurda, che crea un vulnus all’interno degli organi consiliari. Fino ad oggi, infatti, sono molti gli atti nei confronti dei quali è stato possibile fare soltanto osservazioni e non emendamenti, malgrado avessero conseguenze molto più importanti per l’amministrazione regionale”. Ma a quali conclusioni era giunta la relazione presentata questa estate dalla Colosimo? La principale è che ben 34 dei 44 assunti con quel concorso avrebbero avuto “legami con la commissione esaminatrice o con la politica”. E che, “se fosse stato rispettato quanto stabilito nel bando”, 29 di quei 44 assunti non avrebbero dovuto passare nemmeno la prova selettiva. Abbastanza per mettere in imbarazzo il Pd, e anche i suoi alleati in Regione, a cominciare dal M5S.

 

 

Di qui, secondo Fratelli d’Italia, l’ostruzionismo in commissione, evidente nella scelta di chiedere di poter emendare la relazione alla Giunta del regolamento, e il conseguente via libera di quest’ultima. Secondo cui, come si legge nel parere, “eventuali emendamenti o osservazioni presentati dai consiglieri hanno una portata modificativa della relazione che, comunque, deve essere approvata dalla commissione nel suo complesso”. Pertanto, “la distinzione tra emendamenti e osservazioni diventa puramente terminologica dal momento che entrambi, in tale contesto, hanno una valenza modificativa”.

 

 

Per il gruppo di FdI la verità è invece un’altra, evidente già dalle barricate alzate dal Pd al momento della presentazione della relazione: il Pd, sottolineano i meloniani, ha letto come un atto ostile quello che era solo un resoconto delle audizioni svolte dalla commissione presieduta dalla Colosimo: “La maggioranza - continua la nota - sta cercando goffamente di prendere tempo pur di non fare chiarezza su una vicenda che ha gettato discredito sull’intera Regione e sulla quale i cittadini vogliono conoscere, come noi, quanto prima la verità”. 
Per la cronaca, la relazione è il frutto di una “inchiesta” condotta dalla XIII commissione che ha visto a partire dallo scorso 28 maggio l’audizione di diverse persone a vario titolo “informate dei fatti”, a cominciare dal primo cittadino dem di Allumiere Antonio Pasquini (indagato) per finire con l’ex presidente del consiglio regionale Mauro Buschini, passando per diversi sindaci della provincia di Roma.
Diversi dei candidati risultati idonei al concorso, ricordiamo, sono stati assunti alla Pisana e in altri comuni dell’Area metropolitana attraverso la sottoscrizione di convenzioni con il Comune di Allumiere. La vicenda ha portato all’apertura di indagini da parte delle procure di Civitavecchia e di Roma, nonché alle dimissioni di Buschini.