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Viterbo, lupi venduti come cani. Sequestrati 23 esemplari e indagati gli allevatori

Massimiliano Conti
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Non si comportavano da cani. Non rispondevano agli ordini, nemmeno da parte di addestratori esperti. Anzi, a volte reagivano ai comandi in maniera eccessivamente violenta. Alla fine è stato proprio un addestratore, dopo essersi confrontato con alcuni colleghi, a svelare il mistero di quei cuccioli così aggressivi e disobbedienti. Non erano cani bensì lupi.  Sono 23 gli esemplari sequestrati dalla Procura di Viterbo in un allevamento della Tuscia, i cui gestori risultano ora indagati. Il reato contestato è violazione delle norme a tutela delle specie selvatiche. Più semplicemente, gli allevatori vendevano, a tremila euro ciascuno, cuccioli di lupo spacciandoli per cani. Precisamente per cani lupo cecoslovacchi, una razza molto somigliante ai feroci cugini selvatici, incrocio tra un pastore tedesco e un carpaziano, divenuta molto di moda negli ultimi anni.

 

A scoprire il business sono stati i carabinieri del servizio Cites, specializzato nel contrasto al traffico di specie protette sul territorio nazionale. I militari si sono messi in moto dopo aver ricevuto le segnalazioni di alcuni clienti dell’allevamento incriminato. Tra queste anche quella di una donna che aveva acquistato un cucciolo convinta di poterlo educare alla stessa maniera dei cani che aveva avuto in precedenza.  Oltre all’indole aggressiva dell’animale, a insospettire la proprietaria era stato il suo rifiuto di mangiare cibo in scatola e la voracità con cui invece il cucciolo si avventava su qualsiasi pezzo di carne cruda. Anche chi non ha letto Jack London e Zanna Bianca, sa che, pur essendo lupi e cani parenti strettissimi, le differenze nel comportamento sono enormi. Tanto i cani sono animali fedeli e amici dell’uomo, tanto i lupi sono territoriali, predatori e aggressivi. Quasi impossibili da educare

 

Tutte le segnalazioni provenivano dallo stesso allevamento, dove, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, un lupo di razza pura al 100% veniva fatto accoppiare con dei pastori tedeschi. Ma soltanto alla quarta generazione i lupi perdono le loro caratteristiche genetiche e diventano “cani”. I cuccioli venduti appartenevano tutti alla prima generazione, quindi lupi a tutti gli effetti, quindi pericolosi. Se più indizi fanno già una prova, la prova regina è arrivata però con il test del dna, disposto dal pm titolare dell’indagine, Massimiliano Siddi.  Non è la prima volta, per la cronaca, che in Italia vengono scoperti allevamenti che cercano di spacciare per cani specie miste ad alta concentrazione di lupo. Un business molto redditizio ma anche molto pericoloso perché, come spiegano gli inquirenti, questi cuccioli crescendo “possono diventare letali per gli stessi padroni”.