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Viterbo, scuola: ingressi scaglionati. La protesta degli studenti: "Il prefetto conceda deroghe a tutti”

Annamaria Socciarelli
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Sul piede di guerra gli studenti dell’istituto superiore Carlo Alberto Dalla Chiesa di Montefiascone, che ieri non sono entrati in classe: “Qualcuno prima o poi dovrà rispondere alla nostra richiesta di deroga riguardante gli orari scaglionati d’ingresso e d’uscita da scuola”. 
La protesta di Montefiascone anticipa quella di stamattina organizzata a Viterbo dai ragazzi di liceo Buratti, liceo Ruffini, liceo Orioli, istituto Paolo Savi, istituto Colasanti, liceo Midossi e istituto Farnese, e con la partecipazione dello stesso Dalla Chiesa. Un corteo partirà da piazza del Comune alle 10 e percorrerà il centro della città per sensibilizzare le istituzioni, alle quale si chiede di intervenire il prima possibile .

 

 

Ritornando a ieri, a capeggiare lo sciopero (al quale avrebbe aderito quasi il 100 per cento degli studenti), è stato il Comitato studentesco dello scorso anno (quest’anno non è stato ancora rinominato), ovviamente ampliato, che insiste sui disagi degli studenti, soprattutto quelli fuori sede. “Ciò che vogliamo sottolineare - affermano - è che dall’anno scorso, non solo nulla è cambiato, ma le cose sono addirittura peggiorate, perché se prima avevamo anche un po’ di dad, ora con tutte le lezioni in presenza la situazione è diventata davvero insostenibile”. 

 

I giovani pendolari che frequentano l’istituto di Montefiascone, che raccoglie moltissimi studenti del comprensorio, spiegano che ad esempio quando le lezioni terminano alle 15.45 non riescono a tornare a casa prima delle 17, perché i pullman non ci sono “e questo fatto – incalzano - si ripercuote sul nostro rendimento scolastico. Insomma, a pagare le conseguenze della pandemia siamo solo noi, perché per i professori resta tutto uguale (lezioni, interrogazioni, programmi) e noi invece, a causa di questi disagi, studiamo poco e male”. Lo sciopero ha quindi come obiettivo quello di essere ascoltati “soprattutto dal prefetto - precisano i ragazzi del Dalla Chiesa - che deve darci delle risposte sulla richiesta di deroga che abbiamo avanzato e che è stata concessa agli istituti di Acquapendente e Tarquinia”. E concludono: “Vogliamo solo che il prefetto ci dica se sì o no, e se è no, ci spieghi le motivazioni”.