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Viterbo, scuola. Si allarga la protesta degli studenti

A. P. 
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La protesta degli studenti contro il doppio ingresso a scuola, che penalizza pesantemente la loro vita personale e scolastica, ovvero contro la mancanza di un adeguato servizio di trasporti, si allarga da Civita Castellana a tutta la Tuscia, compreso il capoluogo. Dopo alcuni incontri tra i rappresentanti di vari istituti superiori è stata indetta una manifestazione per domani, venerdì 22 ottobre. 
“Si protesterà - si legge in una nota - per pretendere l’eliminazione dei doppi turni di ingresso e di uscita. Questo scaglionamento degli orari riduce gravemente la vita extrascolastica degli studenti. Molti ragazzi, difatti, hanno dovuto limitare, per mancanza di tempo o di energia, sport, hobby, relazioni sociali, quindi vita privata. Ci sono studenti che rientrano a casa alle 18, altri che, seppur entrando alle 10, sono costretti ad arrivare scuola con gli stessi mezzi di chi entra alle 8. Questa misura, che crea parecchio disagio, si rivela spesso inutile: i mezzi continuano ad essere affollati, il distanziamento non rispettato, e anche all’ingresso e all’uscita non mancano gli assembramenti”.

 

L’esito di questa situazione secondo gli studenti non può che sfociare in un disagio psicologico, che si concretizzerebbe, tra le altre cose, in un calo dell’attenzione durante le lezioni e, di conseguenza, in un peggioramento del rendimento causato anche dal minor tempo a disposizione per lo studio. Sempre secondo gli studenti, sarebbero “aumentati i casi di ragazzi che si rivolgono allo sportello psicologico della scuola o, addirittura, che abbandonano gli studi”. La protesta di domani consisterà in un corteo a Viterbo, che partirà da piazza del Comune alle 10. Vietato qualsiasi simbolo politico. Saranno invece accettate altre bandiere non legate ad associazioni, sindacati e partiti. Hanno annunciato la loro adesione: liceo Buratti, liceo Ruffini, liceo Orioli, istituto Paolo Savi, istituto Dalla Chiesa, istituto Colasanti, liceo Midossi e istituto Farnese. 

 

 

Sul disagio degli studenti pendolari interviene intanto il consigliere comunale di Montalto di Castro Francesco Corniglia: “Il dovere della politica è ascoltare queste proteste perché nascondono problemi concreti che si riversano sulle famiglie. E’ dovere degli amministratori regionali trovare una soluzione per coordinare le uscite dagli istituti con gli orari dei mezzi di trasporto. Per cui, l’assessore regionale ai trasporti e la presidente Cotral si siedano al tavolo e trovino mezzi e fondi per consentire agli studenti un rientro a casa in orari decenti. Non è accettabile che in alcuni casi lo studente stia fuori casa per dodici ore, arraggiandosi con un panino o un pezzo di pizza”. 
Corniglia fornisce un esempio concreto che riguarda l’istituto Orioli, ovvero la tratta Viterbo - Montalto: “Ingresso 8, orario di uscita ore 14.10, corsa Cotral per il ritorno a Montalto ore 14 e successivamente ore 15.45 il che vuol dire tornare a casa alle 17. Ingresso ore 9.40, orario di uscita ore 15.50, corsa Cotral per il ritorno a Montalto ore 15.45 e successivamente ore 17.25, il che vuol dire tornare a casa alle 18.40. Come è possibile avere un vuoto di un’ora e 45 minuti tra una corsa e l’altra? La Regione non ha i soldi per pagare una corsa aggiuntiva? Cotral non ha mezzi o autisti sufficienti? Servono risposte e chi ha responsabilità deve darle”.