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Viterbo, Belcolle verso il completamento dopo 40 anni. La visita di Zingaretti | Foto

Massimiliano Conti
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Fine lavori e fine pena presto. Si vede la luce in fondo al lungo tunnel di Belcolle, la madre di tutte le incompiute viterbesi. L’hanno vista ieri pomeriggio il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore alla sanità Alessio D'Amato, visitando, accompagnati dal direttore generale della Asl Daniela Donetti, l’ottavo piano del corpo A3, che ospiterà l’ematologia, ormai in fase di ultimazione a quarant'anni dalla nascita dell’ospedale viterbese. Il corpo A3 avrà un’architettura ecocompatibile, con soluzioni architettoniche all’avanguardia - pareti fonoassorbenti, isolamento termico, resistenza al fuoco e ai terremoti - al contrario del resto della struttura, che è figlia del tempo in cui fu progettata, gli anni Settanta. 

 

Le stesse tecniche di ultima generazione sono state utilizzate per risanare le facciate esterne e per sostituire gli infissi. Il vecchio scheletro che sfregiava lo skyline della Sammartinese è già oggi un brutto ricordo. Zingaretti lo ha ricordato durante la conferenza stampa: “Quando nel 2012 visitai per la prima volta Belcolle c’era un mostro grigio che, affacciandomi da una finestra, non riuscivo a capire cosa fosse. Oggi quel mostro è quasi completato”.
Subito dopo Zingaretti e D’Amato si sono recati nel reparto di radioterapia dove, da alcun giorni, è in funzione il nuovo acceleratore lineare. Come è stato spiegato a Zingaretti dal primario Maria Elena Rosetto e dal direttore del dipartimento oncoematologico Enzo Maria Ruggeri, si tratta di uno tra i sistemi più avanzati a livello mondiale per la radioterapia oncologica. Esso consente trattamenti di altissima precisione per mezzo dei quali è possibile somministrare alte dosi di radiazioni a neoplasie localizzate in prossimità di tessuti sani preservando questi ultimi. Il Versa Hd, questo il nome dell’acceleratore, è equipaggiato inoltre con sistemi avanzati di monitoraggio dei movimenti del paziente e degli organi interni, che consentono di effettuare una radioterapia guidata dalle immagini (Igrt) mediante l’acquisizione di immagini di qualità Tac.

 


 

“Il nuovo acceleratore, realizzato grazie ai fondi europei – ha sottolineato Zingaretti - fa fare alle cure un salto in avanti di 10 anni. Qui avremo uno degli ospedali più belli, funzionali e tecnologicamente avanzati d’Italia”. “Questa strumentazione – ha aggiunto il direttore generale della Asl Daniela Donetti – consentirà ai pazienti oncologici di accedere a modalità di trattamento all'avanguardia. Oltre all’acceleratore, ricordiamo le 3 centrali di monitoraggio per i reparti critici, l’aggiornamento tecnologico per la terapia intensiva neonatale, l’acquisto di 2 ecotomografici per la radiologia interventistica, le colonne endoscopiche per la gastroenterologia e lo screening, i videodermatoscopi per la dermatologia”.