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Viterbo, spacciavano in carcere a Mammagialla. Davanti ai giudici in tre

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Spaccio di droga in carcere: conferito ieri l'incarico al perito che si occuperà di trascrivere le intercettazioni. Alla sbarra sono finiti 3 uomini che nel 2016 erano ristretti a Mammagialla. Il procedimento è infatti a carico di un 45enne tunisino, assistito dall'avvocato Samuele De Santis, un 53enne pugliese, attualmente recluso a Rimini, e un 39enne romano, tuttora ristretto nella casa di reclusione di Oristano, difeso dall'avvocato Giorgio Sacco del Foro di Roma. Stando alle ricostruzioni, i tre che all'epoca erano detenuti a Viterbo, si procurarono eroina e subotex, smerciandole ad altri carcerati e pertanto sono accusati in concorso di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

 

In apertura della seduta il collegio ha affidato il compito di trascrivere le intercettazioni e le conversazioni ambientali al perito che dal 4 novembre si metterà all'opera per riportare nero su bianco i dialoghi captati. Mansione che porterà a termine entro 30 giorni a partire dal 4 novembre su cui sarà sentito il prossimo 26 gennaio in aula. In quell'occasione verranno ascoltati alcuni testimoni presenti nella lista del pubblico ministero. Nello specifico, la perizia in questione è stata richiesta dalla pubblica accusa nel corso dell'udienza di ammissione prove celebratasi a luglio scorso. I fatti contestati risalgono al febbraio del 2016 quando nel penitenziario vennero sequestrati 300 grammi di hashish e una ventina di pasticche di subotex.

 

Negli accertamenti furono coinvolti e poi indagati diversi detenuti insieme a un agente della polizia penitenziaria. Le intercettazioni contestuali consentirono agli inquirenti di individuare i presunti responsabili. Tuttavia le indagini proseguirono e successivamente agli attuali imputati fu ricondotto il ritrovamento di altre pasticche e di eroina. Il dibattimento dunque entrerà nel vivo a gennaio quando il perito riferirà sulle trascrizioni e sfileranno i primi testimoni del pm.