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Viterbo, rave party tra Tarquinia e Tuscania. Polizia e carabinieri sventano festa abusiva. Identificate 60 persone

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Rave party sventato in un campo tra Tarquinia e Tuscania. Nella mattinata di domenica 17 ottobre circa 60 persone sono state identificate e allontanate da un campo in località Ancarano dove, da quello che sembra, stava per iniziare una festa abusiva come quella che è andata in scena intorno a Ferragosto al lago di Mezzano a Valentano che ha fatto parlare tutta Italia. Questa volta si parla di un party di ridotte dimensioni che è stato fatto terminare sul nascere.

 

La festa è stata interrotta dalla polizia e dai carabinieri. Gli agenti del Commissariato di Tarquinia, insieme alla Digos e ai carabinieri della Compagnia di Tuscania, nella mattinata odierna hanno avuto notizia dell’allestimento di una rave party abusivo, in località Ancarano, nelle campagne tra i Comuni di Tarquinia e Tuscania.
Il personale interveniva provvedendo all’immediato smontaggio delle attrezzature musicali, nonché all’allontanamento dei partecipanti all’iniziativa che sono stati tutti identificati. Si tratta di 56 soggetti di nazionalità italiana, 3 stranieri, 19 autovetture e 3 camper. Sono in corso accertamenti per risalire alla proprietà del terreno per capire se ci saranno delle denunce. Gli agenti hanno trovato anche un impianto audio che stava per essere allestito nel campo. Tuttavia dai primi accertamenti relativi al traffico non sembra che erano in arrivo nella zona altre carovane. Potrebbe trattarsi tuttavia dell'inizio di un rave. Infatti le cosiddette crew - coloro che suonano e allestiscono gli impianti - prima si piazzano in un'area isolata poi chiamano a racconta tramite le messaggerie il popolo dei rave.

 

Insomma la Tuscia rivive il fantasma dei rave. A cavallo di Ferragosto a Valentano, vicino al lago di Mezzano, nei terreni di Piero Camilli è andato in scena un rave che ha visto la partecipazione di circa 10 mila persone e durante il quale ha perso la vita il 24enne Gianluca Santiago annegato nel lago. I partecipato hanno lasciato i terreni solo sei giorni dopo. E l'eco delle polemiche per la gestione della vicenda da parte del Viminale continua ancora oggi. Qualche settimana fa poi  i carabinieri sono intervenuti tra Nepi e Monterosi per una festa abusiva.