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Viterbo, scorie nucleari. Continua la battaglia a Tarquinia e Montalto di Castro

Anna Maria Vinci
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Rifiuti radioattivi, i comitati iniziano una nuova battaglia a difesa del territorio. Dopo la presentazione delle osservazioni nei tempi debiti al Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee), sono in programma due manifestazioni, una a Tarquinia ed una a Montalto di Castro. “La Provincia ha dato disponibilità per l’audizione con Sogin, prevista per il 9 novembre - riferiscono dai Comitati . e vi parteciperanno coloro che ne hanno fatto richiesta o prodotto le osservazioni. Forum ambientalista, il Comitato per il diritto alla mobilità e il comitato della Valle del Mignone saranno presenti e rappresentati da Italia Nostra sezione Etruria con Marzia Marzoli e gli avvocati che hanno prodotto il ricorso. Insieme ai comitati di Montalto di Castro stiamo organizzando due manifestazioni, che saranno di fatto iniziative pubbliche informative”.

 

“L’area individuata come Vt-25 è posizionata a cavallo della strada provinciale dogana che taglia quasi a metà la superficie totale dell’area di 361 ettari, ricadenti tra i comuni di Tarquinia e Tuscania - continuano dai comitati -. Le osservazioni a cura degli scriventi si occuperanno di trattare solamente della parte appartenente al comune di Tarquinia ed interamente corrispondente al territorio della Roccaccia, che in parte è di proprietà dell’Università Agraria di Tarquinia”.

 

Ma anche la Provincia di Viterbo non gode sonni tranquilli : “Per la provincia di Viterbo hanno individuato 24 siti, ma non tutti sono idonei - continuano dai comitati -. Tarquinia ne ha una uno a cavallo tra la doganale sopra la Roccaccia, metà sta sul territorio di Tuscania e metà su quello di Tarquinia. Montalto ne ha 4 e Tuscania di più, dato che condivide le aree con altri territori limitrofi. Alcuni sono siti in area sismica, che si autoeliminerebbero o quasi, ci sono poi le aree considerate buone che hanno criticità ambientali ed altre considerate molto buone: ebbene, nella provincia ne sono state individuate cinque, delle due buone una è proprio quella di Tarquinia. Le nostre osservazioni sono focalizzate su questo. Riteniamo però che nella Tuscia non vi siano siti idonei, sia per la sismicità sottotaciuta e sottovalutata, sia per tutta una serie di criticità. Quello individuato a Tarquinia e condiviso con il territorio di Tuscania ha criticità sismica. Secondo loro la metà tarquiniese non avrebbe invece detta criticità, ma tale sito sta su un bene civico, quello dell’Università Agraria, e noi ci opporremo in tutte le sedi del caso”.