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Viterbo, castagne. La produzione cala del 30% a causa della siccità. Sagre a Vallerano e Soriano

Alessio De Parri
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Sono giorni di festa per la castagna. La regina dei Cimini viene celebrata ovunque, da Soriano a Vallerano, dove sono in corso due tra le sagre più rappresentative della Tuscia, anche se quest’anno il raccolto ha risentito (e non poco) del periodo di siccità che ha provocato un consistente calo nella produzione. “Nella parte più alta dei Cimini - spiega Gianni Narduzzi, presidente dell’Associazione Amici della Castagna di Vallerano, impegnato nella 19ª edizione della festa che si è aperta proprio ieri - c’è stato in media un calo del 20-30 per cento rispetto alla passata stagione, con un 30-40 per cento in meno in determinate zone. Nell’area di Vallerano si trovano in totale 635 ettari di castagneti, e diversi produttori quest’anno non hanno avuto la possibilità di raccogliere frutti, a causa della siccità che ha penalizzato il prodotto nei mesi in cui la castagna, all’inizio dell’estate, avrebbe avuto bisogno della pioggia. Quelli che invece hanno subito minori ripercussioni hanno potuto contare comunque su castagne di buona qualità”.

 

E se la produzione arranca, il ritorno delle feste dopo lo stop del 2020 dovuto alla pandemia è stato comunque un importante segnale di ripartenza: “E’ quello che ci aspettavamo - prosegue Narduzzi -, e che volevamo fortemente. Ecco perché abbiamo fatto di tutto per organizzare la festa. Nel giorno di apertura abbiamo subito notato una buona risposta, anche se c’è sempre l’incognita dovuta alle restrizioni adottate a causa della pandemia. L’accesso nell’area adibita alla festa, infatti, può essere effettuato solo indossando la mascherina, mentre le cene nelle due cantine sono state limitate a 80 persone, la metà della capienza abituale, e per entrarvi bisogna mostrare il green pass. Nonostante tutto, però, - conclude Narduzzi - la gente sta rispondendo, abbiamo tanti visitatori che arrivano da fuori provincia, da Roma, ma anche da altre zone, per cui per il momento possiamo ritenerci soddisfatti”.

 

 

E per una festa che apre c’è una sagra che chiude, a Soriano, dove la celebrazione delle castagne va avanti da ben 54 edizioni. “Nel 2020 siamo stati praticamente fermi - spiega Antonio Tempesta, presidente dell’Ente Sagra delle Castagne - mentre quest’anno, sia lo scorso fine settimana che in questi giorni conclusivi dell’evento, stiamo registrando il tutto esaurito, con migliaia di visitatori da ogni dove e strutture ricettive al completo non solo nell’area dei Monti Cimini ma anche a Viterbo. Per seguire le varie iniziative serve il green pass, mentre i posti per pranzare e cenare nelle taverne dei rioni sono stati tutti prenotati da giorni, e parliamo di 80-90 persone a turno, con riduzioni imposte per via del Covid”. La produzione anche in questa zona, dove insistono circa 330 ettari di coltivazioni, è leggermente in calo. “La media è più o meno quella registrata a Vallerano - afferma Pompeo Mascagna, presidente dell’Assofrutti -. Il caldo ha influito soprattutto nell’area più bassa, a ridosso del paese, mentre nella parte più alta il calo è stato meno consistente, anche se c’è stato”.