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Viterbo, scuola di Santa Barbara. Le carte alla corte dei conti

Massimiliano Conti
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Tutti d'accordo, maggioranza e opposizione: sulla scuola Boat di Santa Barbara, eterna incompiuta viterbese, dovrà indagare la Corte dei conti. Lo prevede un ordine del giorno presentato dal capogruppo del Pd Alvaro Ricci e approvato ieri mattina dal consiglio comunale all'unanimità. Il cantiere della scuola materna, che da cronoprogramma iniziale doveva essere pronta addirittura nell'agosto 2015, è fermo da anni e, come denunciato nei giorni scorsi dal lo stesso gruppo dem, versa nel più totale abbandono. Il tutto mentre le famiglie del quartiere Santa Barbara sono tuttora costrette a mandare i propri figli alla materna dell'Ellera, con tutti i disagi del caso e con tutti i costi del caso per l'amministrazione comunale, che spende 87 mila euro l'anno di affitto per i locali. 

 

Spetterà ora ai magistrati contabili appurare se c'è stata responsabilità da parte dell'amministrazione ed eventualmente danno erariale. In questo senso il voto favorevole dei gruppi di maggioranza è pesante e rappresenta l'ennesimo campanello d'allarme per il sindaco Arena e anche per l'assessora ai lavori pubblici Laura Allegrini. Il voto favorevole di Fratelli d'Italia viene letto da qualcuno anche come un atto ostile nei confronti dell'ex senatrice. Ma tant'è. Durante la sospensione dei lavori del consiglio, chiesta dal capogruppo leghista Andrea Micci, pare che la tensione nella maggioranza sia salita alle stelle.

 


Un progetto, quello della scuola di Santa Barbara, nato sotto una pessima stella. Era l'epoca Gabbianelli quando l'allora comitato del quartiere Gens Città Nuova guidato dal capopopolo Fabrizio Fersini conduceva la sua battaglia per ottenere i servizi di cui il quartiere era sempre stato privo. A cominciare proprio dalle scuole. La Boat (il nome deriva dalla forma della struttura) inizialmente si chiamava Parrot e doveva essere una elementare. La scoperta di una falda acquifera costrinse il Comune a ridimensionare il progetto originario: l'elementare divenne quindi materna. Arriviamo al 2014, quando, regnante Michelini a Palazzo dei Priori con Fersini assessore, la Boat viene appaltata all'impresa emiliana Axia. Il progetto è notevole: 16 mila metri quadri di edificio da realizzare con materiali di bioarchitettura, sei aule, laboratori didattici, cavea e pure uno spazio polifunzionale esterno coperto da tensostruttura. Costo dell'opera: 2 milioni e 800mila euro. Le cose iniziano subito a prendere una piega storta, con il ricorso al Tar (e poi al Consiglio di Stato) della ditta seconda classificata. La fine dei lavori, come detto, era prevista per l'agosto 2015. Ma l'Axia non li consegnerà mai. Già nel 2015 l'ex sindaco Marini aveva contestato lo sforamento dei tempi e inadempienze al direttore dei lavori. I ritardi e le penali (per 270 mila euro, di cui 199 mila poi recuperati dall'amministrazione Michelini ) si accumulano. si arriva a fine 2016 quando il responsabile del procedimento, su pressione dell'allora assessore ai lavori pubblici Alvaro Ricci, rescinde il contratto alla ditta (che nel 2018 verrà poi dichiarata fallita). Solo il 50% dei lavori è stato completato. Alla fine del 2017 il Comune torna in possesso del cantiere.
“Già dal 2018 – sottolinea Ricci- l'amministrazione Arena avrebbe potuto riappaltare i lavori. Invece in tre anni e mezzo non si è mossa foglia. Tanto più che i soldi per terminare la scuola, circa 2 milioni di euro, ci sono. Nemmeno un progetto è stato fatto, c'è solo uno studio di fattibilità. Per questo diciamo alla Corte dei conti di accertare se ci sono state omissioni e responsabilità”. La Allegrini lo esclude: da parte dell'amministrazione, ha assicurato, non c'è stata inerzia e il progetto sarà pronto entro fine anno.