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Viterbo, green pass. Nelle ceramiche circa 300 lavoratori senza vaccino. Uiltec: "Le aziende paghino i tamponi"

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VITERBO
Green pass al lavoro. Partenza tranquilla nelle aziende e negli uffici di Viterbo e provincia. La situazione sulla quale si sono accesi di più i riflettori è senza dubbio quella delle ceramiche del distretto di Civita Castellana dove circa il 10% degli addetti non è vaccinata. I dati arrivano dalla Uiltec Lazio: “Si tratta di circa 300 addetti - spiega il segretario regionale Fabio Ricchiuto - che in buona parte hanno già provveduto ad organizzarsi prenotando tamponi a prezzi calmierati, in alcuni casi delle persone non hanno ancora ottenuto il green pass e si è risolto con delle ferie e dei permessi”. Al momento non risultano lavoratori rispediti a casa per la mancanza del green pass. Tuttavia dal sindacato nei giorni scorsi è partita la richiesta alle aziende di pagare i tamponi ai lavoratori senza vaccino che appunto devono fare i test ogni 48 ore per poter andare in fabbrica. “In questo contesto, siamo perfettamente consapevoli che Aziende e lavoratori sono semplici
vittime sottoposte a ricatti e pressioni illogiche e ci duole molto affermare che se la nostra richiesta
non venisse accolta e si decidesse di applicare alla lettera le norme del citato Decreto,  informiamo che attraverso i nostri legali procederemo al recupero delle somme indebitamente trattenute”, si legge in una nota della Uiltec.
Tuttavia la posizione degli industriali è diversa. “Deve essere il governo casomai a farsi carico dei costi dei tamponi, le aziende già sono state incaricate di compiti gravosi come quelli dle controllo”, dice Sergio Saggini presidente di Unindustria Viterbo che tuttavia descrive la situazione come tranquilla. “Abbiamo meno del 5% di lavoratori non vaccinati e in questo primo giorno le imprese di Viterbo non hanno riscontrato grandi problemi. Come Confindutria avremo preferito più coraggio da parte del governo prevedendo magari l’obbligo del vaccino. Tuttavia nel nostro territorio stiamo gestendo la situazione”. Secondo le prime informazioni ci sono stati in tutto una cinquantina di casi di problemi legati al green pass, ma la gran parte è stata per problemi burocratici legati al download del documento.
Negli uffici postali di tutta la Provincia - secondo i numeri forniti dall’Ugl Lazio - ci sono stati solo due casi di lavoratori che rifiutano tampone e vaccino e dunque sono stati rimandati a casa.
Per quanto riguarda il comparto della ristorazione ieri è intervenuto Paolo Bianchini presidente di Mio Italia lanciando un altro allarme: “Dietro l’angolo, infatti, c’è l’aumento scellerato delle materie prime che farà lievitare i prezzi al consumo, oltre a quelli delle bollette. Sta arrivando una bastonata mai vista nella storia di questo Paese. Saranno colpite le famiglie e le piccole imprese, che finora hanno trainato la nazione”.
P. D. B.