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Viterbo, scuola. Le famiglie degli studenti di Civita Castellana: "Vogliamo il turno unico"

Alfredo Parroccini
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Civita Castellana chiama e la Tuscia risponde. La protesta degli studenti contro il doppio turno di ingresso a scuola, che penalizza fortemente la loro vita privata e costringe i genitori a grossi e pesanti sacrifici, si allarga e si rafforza a livello provinciale. Lunedì scorso i ragazzi dell’Istituto Giuseppe Colasanti e dell’Istituto Ulderico Midossi si sono incontrati nel capoluogo per fare il punto della situazione e per organizzare una strategia comune al fine di venire a capo di questa incresciosa situazione. Questo è il loro obiettivo e anche la loro speranza. Per gli studenti, va sottolineato, la “battaglia” si preannuncia piuttosto impegnativa in quanto, secondo alcuni rumors, sembra che sia la Prefettura di Viterbo che il Cotral non abbiano la minima intenzione di fare marcia indietro e di cambiare la loro attuale posizione. In questa vicenda, oltre agli studenti e agli insegnanti, sono coinvolti in prima linea anche parecchie famiglie che debbono fare salti mortali per venire incontro alle esigenze e alle necessità dei loro figli. In molti casi i tempi di ritorno a casa sono davvero lunghi e stancanti.

 

“Colacece del Cotral - commentano alcuni genitori del Midossi - ha dichiarato che la decisione di organizzare la didattica e i mezzi su doppi turni in ingresso e uscita è stata presa a livello nazionale e viene applicata in tutta Italia. Ciò non corrisponde al vero. Nella vicina Umbria non è così. Ad esempio a Terni e Perugia, realtà del tutto confrontabili con quelle di Viterbo e Civita Castellana per popolazione e pressione scolastica, si adotta un unico turno in ingresso incluso tra le ore 8 e 8,10 ed un unico turno in uscita, e la ditta di trasporti locali ha provveduto ad ottimizzare e potenziare le corse della mattina e del rientro. Perché da noi questo non è possibile?"

"Inoltre - continuano - afferma che il Cotral sta perdendo 35 milioni di incassi avendo emesso il 50 per cento in meno di abbonamenti scolastici rispetto al periodo pre-Covid. Questo perché le famiglie si stanno facendo carico di portare e prendere i figli a scuola con molti sacrifici logistici pur di non farli stare in strada per un’ora e mezzo e di farli rientrare a un orario accettabile. Proprio in virtù della dichiarazione del Cotral, si può oggettivamente sostenere che sui bus, in media, viaggiano la metà degli studenti, su linee che sono prettamente scolastiche. Di questo fatto ognuno può averne conferma vedendo il considerevole numero di auto parcheggiate anche in tripla fila davanti alla scuola. Proprio in virtù di questo fatto siamo convinti che il ritorno al turno unico sia possibile in sicurezza”.