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Viterbo, scontri ai seggi a Corchiano. La Procura ha aperto un fascicolo d'inchiesta

M. C.
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Indaga la Procura sulle elezioni comunali a Corchiano, dopo la notte dei lunghi coltelli, quella di lunedì 4 ottobre, terminata con il riconteggio delle schede che ha sancito alla fine una clamorosa situazione di parità tra i due duellanti: Gianfranco Piergentili e Bengasi Battisti.

 

La notizia giunge a pochi giorni dal ballottaggio - che stavolta, almeno si spera, dovrebbe incoronare il nuovo sindaco - arroventando ancora di più un clima caldissimo. I presidenti di tutte e tre le sezioni elettorali nei giorni scorsi sono stati ascoltati come persone informate dai fatti dai magistrati, che intendono fare chiarezza sulla dinamica del conteggio e del riconteggio dei voti, avvenuto nella stessa serata di lunedì. L’indagine sarebbe partita dopo la presentazione di una denuncia contro il rappresentante della lista di Battisti che ha chiesto il riconteggio, che la lista di Piergentili non voleva concedere. L’uomo era finito nel mirino dei sostenitori dell’amministrazione uscente per aver preteso di fare chiarezza su una situazione apparsa subito un po’ oscura, come poi l’esito finale della nuova conta ha in effetti confermato. 

 

In ogni caso lo stesso Piergentili, interpellato dal Corriere, si chiama fuori: “Noi non abbiamo compiuto alcun atto, né presentato alcuna denuncia”, chiarisce il candidato sindaco della lista Vivere Corchiano. A riprova dell’alta tensione che in questi giorni si respira nel paese dei monumenti naturali anche le dimissioni del presidente della prima sezione elettorale. Quella dove si sono verificati i maggiori problemi e a cui apparteneva proprio l’ormai famosa scheda che, nel riconteggio, è passata da Piergentili a Battisti, azzerando i due voti di scarto che al primo scrutinio avevano assegnato la vittoria al primo. Il riconteggio, ricordiamo, chiesto immediatamente da Battisti e poi disposto dal prefetto, era stato duramente contestato dai supporter di Piergentili, costretti a subire una doccia gelata proprio nel momento in cui si accingevano a festeggiare la vittoria in piazza. Il resto è storia nota: la nottata surreale con la prima sezione, dove era in atto la seconda conta, piantonata da tre pattuglie dei carabinieri sopraggiunti da Civita Castellana per evitare che gli scontri verbali tra le opposte fazioni degenerassero in qualcosa di più grave; il verdetto finale di perfetta parità; il verbale errato inviato al tribunale di Viterbo nella nottata di lunedì e poi corretto l’indomani; gli sfoghi su Facebook di Battisti e di alcuni candidati della sua lista per gli insulti ricevuti dagli avversari. E’ un paese ancora più spaccato in due rispetto a dieci giorni fa quello che domenica prossima tornerà a votare.