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Viterbo, aiuole e rotatorie con lo sponsor. Il Comune spera nell'aiuto dei privati per curare i prati abbandonati

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Aiuole e prati di rotatorie e spartitraffico con lo sponsor con la speranza che almeno i privati se ne prendano cura. E’ stato approvato lunedì il nuovo regolamento che punta a coinvolgere i privati nella cura delle piccole aree verdi, dei prati dismessi e appunto delle rotatorie che oggi sono nell’abbandono. Il Comune già fatica e non poco a tagliare l’erba e tenere pulite, quando ce la fa, le aree verdi della città e i parchi. Dunque per tutto il resto non resta che affidarsi ai privati cittadini e alle imprese in cambio della promozione del brand nell’aiuola o nello spartitraffico.

 


Un’operazione pensata in particolar modo dall’assessore Ludovica Salcini che ha la delega al verde pubblico che ha lo scopo di rilanciare l’immagine del Comune che negli ultimi mesi, per quanto riguarda l’erba alta e la gestione del verde, è finito più volte nell’occhio del ciclone.
La proposta è passata all’unanimità ma non mancano i distinguo. “L’idea non è da buttare e per questo l’abbiamo approvata, ma non capisco i toni trionfalistici dell’amministrazione. Non sarà comunque facile applicare il tutto e comunque sarà inutile se la città continuerà ad essere un porcile”, dice la consigliera Letizia Chiatti che ha seguito il dossier fin dalla commissione per conto del gruppo di opposizione Viterbo 2020 di Chiara Frontini. Eppure da Palazzo dei Priori sono sicuri di dare una svolta alla gestione del verde pubblico grazie a questo nuovo regolamento: “Un bel risultato. Un modo per condividere attivamente con la città la gestione dei nostri spazi verdi, una bella forma di collaborazione tra pubblico e privato, con l'unico intento di garantire decoro e rispetto per le aree verdi del nostro territorio”, dice il sindaco. Gli fa eco l’assessore Salcini: “Un importante regolamento che consente all'amministrazione di coinvolgere e sensibilizzare soggetti privati nella manutenzione ordinaria, cura e progettazione di aree e spazi verdi. Uno strumento che autorizza i soggetti affidatari, singoli cittadini, più cittadini riuniti in forma associata, soggetti giuridici o attività commerciali, a prendersi cura di tali spazi e aree”.

 

Come corrispettivo le imprese riceveranno l'autorizzazione a promuovere il proprio nome/marchio attraverso l'apposizione di un cartello nell'area stessa”. Un’idea che è stata avanzata consigliere comunale Andrea Micci. Ma per la consigliera Chiatti, la maggioranza la sta facendo troppo facile. “Non credo che si possa risolvere il problema della gestione delle aree verdi e del decoro in città semplicemente con questo regolamento. Tra l’altro ci sono comunque delle difficoltà. Una riguarda infatti il pericolo di infortuni: chi è il responsabile? Per questo su nostra sollecitazione è stato inserito l’obbligo di prevedere comunque una sorta di assicurazione per chi curerà queste aree”.