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Viterbo, mafia viterbese. Nuovo processo per il boss Giuseppe Trovato: accusato di aver evaso 100 mila euro

V. T.
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Slitta all’8 febbraio 2022 l’inizio del processo a carico di Giuseppe Trovato, boss di “Mafia viterbese”, finito di nuovo nei guai per aver evaso più di 100 mila euro. Ieri, durante l’udienza celebratasi nell’aula 7 del tribunale di Viterbo, il boss ha presenziato alla seduta in video collegamento dal carcere di Nuoro e sarà difeso dall’avvocato Giuseppe di Rienzo.

 

Stando alle ipotesi accusatorie, all’evasione fiscale si aggiungono altre due contestazioni che riguardano i reati di ricettazione e falso nella gestione dei negozi compro oro in via della Palazzina, viale Francesco Baracca e via Igino Garbini, di cui era il rappresentante legale, attività commerciali ormai chiuse da tempo. Parallelamente all’inchiesta Erostrato, condotta dai carabinieri di Viterbo e conclusasi a gennaio del 2019, la Guardia di Finanza avviò un’indagine relativa al periodo dal 2013 e il 2018.

 

Secondo quanto riscontrato dai militari delle Fiamme gialle, l’ex imprenditore, condannato in appello a 11 anni e 9 mesi, avrebbe indicato elementi passivi fittizi nelle dichiarazioni dei redditi, per un ammontare di 100 mila euro. Per quanto riguarda la ricettazione, avrebbe effettuato “operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni”. Circa il reato di falso, avrebbe contraffatto delle note necessarie per l’analisi dell’autorità di pubblica sicurezza.