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Viterbo, rifiuti. La Regione autorizza l'ampliamento della discarica di Monterazzano. Ciambella: "Comune e Provincia facciano ricorso al Tar"

Massimiliano Conti 
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Venerdì una decina tra associazioni e comitati si sono dati appuntamento in Provincia per ribadire la contrarietà del territorio viterbese al deposito nazionale delle scorie radioattive.  Ci saranno gli assessori regionali Massimiliano Valeriani e Roberta Lombardi, così come il consigliere regionale Enrico Panunzi. Nel frattempo, mentre con una mano dice no ai rifiuti atomici, con l’altra la stessa Regione a trazione giallorossa, all’insaputa di tutti, autorizza l’ampliamento fino a 600 mila metri cubi della discarica di Monterazzano, smentendo se stessa, visto che in precedenza aveva limitato l’aumento dell’invaso a 275 mila metri cubi, tanto che la società Ecologia Viterbo aveva impugnato l’ordinanza davanti al Tar vincendo il ricorso. 

 

A rivelare il provvedimento (determina del 27 settembre), che è stato pubblicato ieri mattina sul Burl e che di fatto candida Viterbo a diventare la discarica del Lazio, è stata, in apertura del consiglio comunale con un’interrogazione urgente al sindaco, la dem Luisa Ciambella, secondo cui la scelta regionale è dovuta al fatto che l’invaso delle Fornaci “si sta velocemente esaurendo a causa dei conferimenti extra dalle altre province del Lazio”, autorizzati fino a oggi. 
Secondo i numeri forniti dall’esponente del Pd, nell’arco dei due anni trascorsi dall’inizio dei conferimenti, sono stati già utilizzati circa 190 mila dei 275 mila metri cubi autorizzati. 
Assente per impegni il sindaco Arena, Ciambella ha indirizzato l’interrogazione alla vice Laura Allegrini: “Il Comune e la Provincia di Viterbo - ha sottolineato la consigliera del Pd - che in questi mesi non si sono mai opposti ai conferimenti dei rifiuti dalle altre province del Lazio, facciano ora ricorso al Tar per dire no a questo ennesimo schiaffo al nostro territorio e alla nostra comunità. Il piano di gestione dei rifiuti approvato il 2 agosto del 2019 prevede che in ‘caso di carenza impiantistica, in attesa dell’autosufficienza degli Ato, l’Ato deficitario può utilizzare impianti presenti in altri Ato, fermo restando il principio di prossimità e per un periodo massimo di 36 mesi’. Chi ha votato quel piano ha condannato Viterbo, il nostro territorio, la Tuscia, a essere la discarica del Lazio per i prossimi anni. Altro che turismo e agricoltura di qualità”. 

 

 

 

Il dirigente Eugenio Monaco, rispondendo alla consigliera, ha ricordato come Palazzo dei Priori abbia già promosso un ricorso al Tar contro l’ampliamento ma, come gli ha fanno notare Ciambella, quel procedimento riguardava i 275 mila metri cubi già autorizzati, e non gli ulteriori 600 mila. 
La consigliera dem ha quindi tirato le somme: “Rifiuti da tutto il Lazio per essere smaltiti in discarica, maxi impianti di pannelli fotovoltaici (le autorizzazioni stanno continuando a piovere perché la moratoria della Regione sospende solamente le installazioni, quindi posticipa solo il problema), trasformazione dell’area artigianale del Poggino in un distretto dell’immondizia, anche con una piattaforma per il trattamento di rifiuti pericolosi e non. Hai voglia poi a protestare se la Tuscia viene individuata come possibile sito per il deposito delle scorie nucleari se la politica è la prima a creare le condizioni”. 
Insomma, secondo Ciambella, a essere virtuosi dal punto di vista dei rifiuti nella Regione Lazio ci si rimette. Con buona pace di tutti i sindaci, Arena in testa, che il 2 agosto, con la fascia tricolore al petto, manifestarono contro la proroga dello smaltimento dei rifiuti romani e laziali davanti al sito di Monterazzano. Con altri 600 mila metri cubi autorizzati sul proprio territorio, sarà difficile per Viterbo opporsi alla prossima emergenza rifiuti nel Lazio. Che, vista l’aria che tira, potrebbe essere dietro l’angolo.